Nel cuore di Milano, Staminalis si distingue come un punto di riferimento per una bellezza che va oltre l’estetica, abbracciando un approccio consapevole, scientifico e profondamente personalizzato. All’interno della Staminalis Beauty Spa, ogni dettaglio racconta una visione precisa: prendersi cura della pelle significa prima di tutto ascoltarla, comprenderla e rispettarne l’unicità.
Qui, la skincare non è standardizzata ma costruita attorno alla persona, grazie a un dialogo continuo tra ricerca avanzata, ingredienti di origine naturale e competenza professionale. L’esperienza proposta unisce la dimensione sensoriale del trattamento manuale a quella più analitica e tecnologica, dando vita a percorsi su misura che evolvono nel tempo insieme alla pelle.
In un panorama spesso dominato da soluzioni rapide e uniformi, Staminalis rappresenta un’eccellenza del Made in Italy capace di riportare al centro la qualità, la precisione e la cura autentica. Una bellezza che non insegue modelli, ma valorizza ciò che rende ogni pelle — e ogni persona — irripetibile.

Gaiazoe ha intervistato Massimo Iacono founder del brand di cosmetica.
I primi a usare le staminali vegetali
Staminalis nasce da un’idea che unisce scienza e natura: qual è stato il momento in cui hai capito che questo progetto poteva diventare un brand?
Nel 2010, quando è nato Staminalis, eravamo alla ricerca di soluzioni tecnologiche che ci permettessero di valorizzare al meglio le proprietà delle piante. All’epoca si parlava ancora poco di cellule staminali vegetali, e proprio per questo siamo stati tra i primi a esplorarne il potenziale, non solo per le loro virtù cosmetiche ma anche come simbolo di innovazione fitoceutica.
Il brand nasce così, anche attraverso un nome che richiama direttamente il concetto di “staminali”, in un momento in cui questo termine non era ancora diffuso. Questo ci ha permesso di posizionarci in modo distintivo, anche se in alcuni mercati, come il Brasile, non è stato possibile registrarlo.
Negli anni abbiamo sviluppato formulazioni sempre più avanzate, basate su un equilibrio armonico degli ingredienti. L’ultimo esempio è un siero agli esosomi vegetali: vescicole che trasportano principi attivi e comunicano con le cellule della pelle, rappresentando un livello tecnologico molto evoluto.
Abbiamo lavorato con piante straordinarie, come la mela svizzera coltivata già nell’Ottocento, nota per la sua capacità di appassire lentamente, da cui derivano cellule staminali legate alla longevità. Oppure l’albero delle farfalle in Asia, che ha sviluppato un sistema di autodifesa contro sole e calore e che utilizziamo nei nostri solari. Tutto questo ha contribuito a costruire l’identità unica del brand.
Il rapporto con il cliente è al primo posto
In un mercato beauty sempre più affollato, cosa distingue davvero Staminalis in termini di ricerca, efficacia e visione etica?
La nostra visione etica parte da un principio fondamentale: il rispetto dell’intelligenza cutanea. Formuliamo prodotti inserendo solo ingredienti realmente necessari, evitando eccessi e privilegiando un’armonia complessiva delle formule.
Come imprenditore, ho un grande rispetto per i nostri clienti, e questo si riflette in ogni scelta: dalle texture, sempre curate e piacevoli, alle profumazioni leggere e mai invasive. Il nostro obiettivo è prenderci cura della pelle, che è l’organo più esteso del corpo, con attenzione e consapevolezza.
L’85% dei nostri clienti sono donne, e la relazione con loro è centrale: lo spazio fisico della spa ci permette di restare in ascolto continuo. Più che un lavoro, è uno stile di vita.
Sostenibilità presente e work in progress
La sostenibilità è oggi un tema centrale ma spesso abusato: quali sono le scelte concrete che avete fatto per ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera?
Abbiamo fatto scelte anche complesse. Ad esempio, in passato utilizzavamo una minima percentuale di siliconi per migliorare la sensorialità delle texture. Tuttavia, per ragioni ambientali, siamo passati ai siliconi vegetali: una sfida, perché modificano leggermente la resa, ma oggi abbiamo raggiunto un risultato che ci soddisfa pienamente.
Per quanto riguarda il packaging, utilizziamo carte ecocompatibili e privilegiamo il vetro. Quando impieghiamo plastica, è riciclata. Stiamo inoltre lavorando per sostituire il cellophane con soluzioni a base di cellulosa e stiamo introducendo prodotti senza confezione esterna.
La mia sfida più grande resta quella di rivoluzionare completamente il packaging: è un percorso progettuale che stiamo sviluppando con nuove idee e soluzioni.

Il concetto di bellezza sta cambiando, diventando sempre più inclusivo e legato al benessere: come si inserisce Staminalis in questa trasformazione culturale?
Staminalis si inserisce in modo naturale in questo cambiamento, perché da sempre promuove una visione della bellezza legata al benessere. Crediamo che la bellezza faccia bene, non solo a livello estetico ma anche psicologico, a noi stessi e agli altri.
Stiamo sviluppando nuovi progetti in questa direzione, come il programma Staminalis Longevity System, che integra percorsi di longevità cutanea con il supporto di una nutrizionista e trattamenti specifici.
Il nostro obiettivo è ampliare il concetto di skincare, collegandolo sempre di più allo stile di vita e all’equilibrio complessivo della persona.
Pensare in grande per il futuro
Guardando al futuro, come immagini l’evoluzione di Staminalis nei prossimi anni? Più ricerca, espansione internazionale o nuove categorie di prodotto?
Sicuramente continueremo a investire nella ricerca e nello sviluppo di nuove categorie di prodotto. Non escludo, inoltre, un’evoluzione verso il settore medicale.
Oggi la cosmesi ha raggiunto livelli molto avanzati grazie ai bioingredienti, mentre la medicina estetica si muove spesso su un confine delicato. La nostra visione non è quella di una bellezza ossessiva, ma di un’armonia naturale.
In futuro potremmo esplorare trattamenti più profondi, anche a livello medicale, sempre mantenendo un approccio fitoceutico e naturale. L’obiettivo è creare una sinergia tra benessere, lifestyle, nutrizione e medicina della pelle, ampliando ulteriormente l’universo Staminalis.
(Intervista a cura di Viviana Musumeci)



