Nicola e Domiziana, fondatori del brand bresciano NI-DO, raccontano una moda che rifiuta la sovrapproduzione. Le loro borse nascono da eccedenze di altri marchi, in quantità limitate e interamente lavorate in Italia: “Produciamo solo ciò che serve, quando serve.

Il made in Italy parte dal territorio
Nido Official nasce a Brescia: in che modo il territorio italiano influenza la vostra visione creativa e produttiva?
Il nostro brand ha sede a Brescia. Essere italiani ha sicuramente influenzato il nostro approccio, portandoci ad avere una forte attenzione verso il mondo della manifattura e dell’artigianalità, profondamente radicate nella tradizione del territorio. Questo si riflette anche nella cura che dedichiamo alla selezione delle materie prime e alla qualità complessiva del prodotto, grazie nche alla scelta dei nostri fornitori/artigiani che sono leader nel loro settore.
Il concetto di “nido” richiama protezione e cura: come si traduce questa filosofia nelle vostre scelte? Quanto sono sostenibili?
Il concetto di NI-DO è alla base di tutto il progetto. Abbiamo scelto la parola “nido” non solo perché racchiude le iniziali dei nostri nomi, Nicola e Domiziana, ma soprattutto per il suo significato più profondo: il nido è il luogo in cui sentirsi al sicuro e custodire i propri oggetti di valore.
Questa visione si riflette nel nostro modo di progettare, orientato a creare oggetti che non siano solo esteticamente riconoscibili grazie al design, ma che trasmettano una sensazione di cura al dettaglio e affidabilità.
La sostenibilità è parte integrante del progetto. Utilizziamo esclusivamente pellami deadstock, provenienti da eccedenze di produzione di altri brand, e realizziamo le nostre borse in quantità limitate, in base alla reale disponibilità dei materiali. Questo approccio ci permette di ridurre gli sprechi, dare nuova vita a risorse esistenti e creare prodotti naturalmente più unici e irripetibili.
Quali materiali utilizzate per le vostre borse? Sono eco-friendly?
Utilizziamo esclusivamente pellami deadstock per la realizzazione dei nostri accessori, abbinati a componenti tecnici sviluppati ad hoc, realizzati in plexiglass, che rendono le nostre borse immediatamente riconoscibili.
La nostra ricerca sui materiali è orientata a trovare un equilibrio tra estetica, performance e durabilità. Il nostro è un approccio consapevole e attento alla sostenibilità: riduciamo gli sprechi attraverso l’utilizzo di materiali esistenti e sviluppiamo componenti progettati per durare nel tempo.
A questo si aggiunge la manualità degli artigiani con cui collaboriamo, che realizzano prodotti di alta qualità, pensati per essere utilizzati a lungo. Inoltre scandimo in questo modo il loro lavoro durante tutto l’arco dell’anno e non legato solo alle grandi quantità prodotte neile due stagio FW e SS.

Il made in Italy è uno strumento della sostenibilità
In un mercato sempre più attento al green, cosa significa per voi produrre borse in Italia oggi?
Produrre interamente in Italia oggi è sempre più raro, soprattutto per realtà di dimensioni più grandi. Per noi rappresenta una scelta precisa e un valore fondamentale: significa poter gestire direttamente tutti i passaggi della filiera all’interno del nostro Paese.
Questo si traduce in un prodotto autenticamente Made in Italy, con un alto livello di qualità e controllo. Ma soprattutto significa adottare un approccio più consapevole: produrre meno, meglio e con maggiore attenzione a ogni fase del processo.
Il Made in Italy è spesso sinonimo di qualità: come coniugate questa tradizione con l’innovazione sostenibile? La filiera produttiva è un tema centrale nella sostenibilità: quanto è importante per voi mantenere una produzione locale e trasparente?
Il Made in Italy per noi non è solo sinonimo di qualità, ma anche uno strumento concreto di sostenibilità. Ci permette di gestire produzioni più contenute e flessibili, cosa che difficilmente sarebbe possibile con una produzione delocalizzata.
Lavorare localmente significa avere maggiore controllo, poter fare scelte più consapevoli e, soprattutto, evitare dinamiche di overproduction. Per noi, la sostenibilità sta proprio in questo: produrre solo ciò che serve, quando serve, con la massima attenzione a ogni fase del processo.
Collaborate con artigiani italiani: come valorizzate il loro know-how all’interno del vostro brand?
Il know-how artigianale è una parte essenziale del progetto NI-DO. Non lo consideriamo solo un supporto produttivo, ma un vero e proprio contributo di qualità.
Cerchiamo di valorizzarlo coinvolgendo gli artigiani nelle fasi di sviluppo, lasciando spazio al dialogo tra progetto e realizzazione. È proprio in questo scambio che nascono spesso le soluzioni più interessanti e distintive.
(Intervista raccolta da Viviana Musumeci, giornalista di moda sostenibile e founder di Gaiazoe.life, lifestyle magazine dedicato alla sostenibilità)
Glossario della sostenibilità: Q&A
Cosa significa deadstock?
Sono materiali (tessuti, pellami, componenti) rimasti invenduti o inutilizzati, provenienti da eccedenze di produzione o rimanenze di altri brand. Riutilizzarli evita sprechi e riduce la necessità di produrre materie prime vergini.
Cosa si intende per overproduction?
È la sovrapproduzione: realizzare quantità di prodotti superiori alla domanda effettiva. Rappresenta una delle principali cause di spreco nell’industria della moda.
Cos’è la filiera corta?
È una catena produttiva con pochi passaggi e distanze ridotte tra le fasi di lavorazione. Favorisce il controllo, la trasparenza e un minor impatto ambientale legato ai trasporti.
Cosa significa Made in Italy?
Indica una produzione interamente realizzata in Italia. Oltre a essere sinonimo di qualità artigianale, consente produzioni più flessibili, contenute e tracciabili.
Cosa si intende per durabilità?
È l’approccio che consiste nel progettare prodotti pensati per durare nel tempo, riducendo la frequenza di sostituzione e, di conseguenza, il volume complessivo di rifiuti e nuove produzioni.