Secondo Greenpeace in Italia si sta consumando un grave crimine ambientale e sanitario: il Paese è tra i più colpiti dalla contaminazione da PFAS, sostanze chimiche di sintesi utilizzate in numerosi prodotti di uso quotidiano, dall’abbigliamento ai cosmetici, fino agli imballaggi alimentari. Queste sostanze, disperse nei fiumi, nell’aria e nelle coltivazioni, contaminano l’ambiente e finiscono sulle tavole dei cittadini, con conseguenze significative per la salute.
Cosa sono i PFAS
I PFAS comprendono migliaia di sostanze chimiche prodotte industrialmente, apprezzate per la loro resistenza all’acqua, al calore e alla degradazione. Queste caratteristiche le rendono utili in molte produzioni, ma le definiscono anche “inquinanti eterni”: una volta disperse nell’ambiente, possono persistere per decenni, contaminando suoli, fiumi, animali e acqua potabile.
Una minaccia globale
I PFAS non conoscono confini: sono stati rilevati dalle regioni più remote della Terra fino ai poli, negli animali marini come i cetacei, nella pioggia e nell’acqua di rubinetto. Anche il corpo umano non è immune: le sostanze sono state trovate nel sangue, nelle urine, nella placenta, nel cordone ombelicale e nel latte materno.
Impatti sulla salute
L’esposizione ai PFAS è associata a problemi alla tiroide, danni al fegato e al sistema immunitario, obesità, diabete, ridotta fertilità, complicazioni in gravidanza e alcune forme di cancro, come quello al rene e ai testicoli. I bambini e le donne in gravidanza risultano tra i soggetti più vulnerabili.
La situazione in Lombardia
Anche in Lombardia l’acqua destinata al consumo umano risulta contaminata. Analisi indipendenti hanno rilevato PFAS in circa il 6,5% dei campioni, con concentrazioni superiori ai limiti stabiliti dalla Direttiva Europea 2020/2184, che entrerà in vigore in Italia nel 2026. Nonostante la consapevolezza delle autorità, non sono state diffuse campagne informative rivolte alla popolazione.
Dove si trovano i PFAS
Le sostanze sono impiegate in molteplici settori:
- Prodotti per la persona: cosmetici, capi di abbigliamento, dispositivi medici.
- Prodotti per la casa: padelle antiaderenti, tessuti, arredamento, gas refrigeranti.
- Processi industriali: imballaggi alimentari, industria galvanica, elettronica, gomma, plastica, cartiere, combustibili fossili, schiume antincendio, lubrificanti.
Assenza di regolamentazione in Italia
Non esiste ancora un divieto nazionale per i PFAS. Nonostante la disponibilità di alternative più sicure, le aziende continuano a impiegarli, con conseguenze gravi per la salute pubblica. Nei mesi scorsi, cinque Paesi europei hanno richiesto il divieto totale di queste sostanze, mentre l’Italia rimane in ritardo, rinviando l’introduzione di limiti più severi per l’acqua potabile.
La richiesta di Greenpeace
Greenpeace chiede al Governo Italiano di introdurre subito una legge che vieti l’uso e la produzione di PFAS, proteggendo la popolazione e l’ambiente. L’associazione sottolinea che nessuno deve essere lasciato indietro e che la salute pubblica deve prevalere sugli interessi delle aziende inquinanti.