Alberi e arbusti non sono soltanto elementi del paesaggio urbano: contribuiscono a mitigare il caldo, favorire la biodiversità e rendere le città più vivibili. Eppure, perché la trasformazione degli spazi urbani sia davvero sostenibile, non basta piantare nuovi alberi. Servono progetti adeguati ai territori, risorse per la manutenzione, monitoraggio dei risultati e cittadini consapevoli del valore del patrimonio naturale che li circonda.
È da questa prospettiva che si può leggere il percorso di RiforestAzione, l’iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il supporto di Axpo Italia e Pulsee Luce e Gas, nata per promuovere le buone pratiche legate all’investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dedicato alla tutela e alla valorizzazione del verde urbano ed extraurbano.
Dopo diciotto mesi di incontri, il tour si è concluso a Milano il 7 ottobre 2026, passando in precedenza per Roma, Palermo, Venezia, Napoli e Torino. L’appuntamento finale è stato anche l’occasione per presentare una nuova rilevazione del Pulsee Luce e Gas Index, realizzata in collaborazione con NielsenIQ, che fotografa un cambiamento interessante: cresce il numero di italiani che sanno che nella propria città sono in corso, o sono stati programmati, interventi sul verde.
Più alberi, ma anche più consapevolezza
Secondo l’indagine, il 41% dei cittadini dichiara di essere a conoscenza di interventi sul verde nella propria città, contro il 20% rilevato nel 2025. La percentuale è quindi più che raddoppiata in un anno. Un dato che segnala una maggiore visibilità delle iniziative, anche se conoscere un progetto non significa necessariamente sapere quali risultati abbia prodotto o come verrà mantenuto nel tempo.
L’attenzione dei cittadini verso la natura urbana è comunque elevata. Il 90% degli intervistati ritiene che il verde contribuisca alla qualità della vita nella propria città, mentre il 96% riconosce il suo ruolo nel rendere gli spazi urbani più freschi e confortevoli. L’86% considera inoltre necessario aumentare le superfici verdi.
Questi numeri raccontano una richiesta precisa: le persone vogliono città in cui la presenza della natura non sia limitata a pochi parchi o a interventi isolati, ma diventi parte integrante della pianificazione urbana. Alberi, giardini, aree permeabili e corridoi ecologici possono contribuire a migliorare il microclima, sostenere la biodiversità e rendere gli spazi pubblici più piacevoli da vivere.
Per l’89% degli intervistati, inoltre, un intervento di riqualificazione del verde può migliorare il giudizio sulla propria città e sulla sua amministrazione. Il 91% considera utili anche i progetti dedicati alla diffusione di buone pratiche sul verde urbano ed extraurbano. È un’indicazione importante: la transizione ecologica non riguarda soltanto le infrastrutture, ma anche la conoscenza e la partecipazione delle comunità.
Il PNRR e la sfida della riforestazione urbana
RiforestAzione si inserisce nell’investimento del PNRR dedicato alla tutela e alla valorizzazione del verde urbano ed extraurbano, parte della Missione 2, “Rivoluzione verde e transizione ecologica”. Il programma dispone di 210 milioni di euro e coinvolge tredici Città metropolitane.
Secondo i dati riportati nel comunicato dell’iniziativa, nel 2022 erano state messe a dimora 2.025.170 unità di materiale di propagazione forestale, a fronte di un obiettivo iniziale di 1,65 milioni. A dicembre 2024 risultavano completate le operazioni di messa a dimora di 4.661.994 alberi e arbusti, rispetto a un obiettivo programmato di 4,5 milioni. La fase successiva prevede il trapianto nella destinazione finale di almeno 3,5 milioni di alberi e arbusti.
Sono numeri significativi, ma per comprendere l’efficacia di un programma di riforestazione è fondamentale guardare anche a ciò che accade dopo la piantumazione. La messa a dimora rappresenta infatti soltanto l’inizio di un percorso: la sopravvivenza delle piante, la loro crescita, la scelta delle specie, la disponibilità d’acqua e la cura nel tempo sono elementi decisivi per trasformare un intervento iniziale in un beneficio ambientale duraturo.
La riforestazione urbana, in altre parole, non dovrebbe essere valutata soltanto contando gli alberi piantati, ma osservando quanto il patrimonio verde riesca a consolidarsi e a svolgere le funzioni ecologiche per cui è stato progettato.
Milano e la Pianura Centrale: 62.518 piante in 19 comuni
Nell’area metropolitana di Milano, gli interventi previsti dall’investimento interessano l’Ecoregione Pianura Centrale e coinvolgono 19 comuni, per un totale di 62.518 piante tra alberi e arbusti.
Si tratta di un territorio agricolo e fortemente urbanizzato, in cui la perdita di parte delle foreste originarie ha contribuito a rendere ancora più importanti la tutela del suolo, la qualità dell’aria e la gestione dell’acqua. Le specie selezionate sono destinate a contribuire alla riduzione delle polveri sottili, al miglioramento della ritenzione idrica, al sostegno della biodiversità e alla resilienza del territorio.
Il ruolo degli alberi in città, infatti, va oltre l’ombra offerta durante le giornate estive. Una progettazione attenta può contribuire a ridurre gli effetti delle isole di calore, favorire l’infiltrazione dell’acqua piovana e creare habitat per diverse specie. I benefici, tuttavia, dipendono dalla collocazione degli interventi, dalla scelta delle essenze e dalla capacità di integrare il verde con le caratteristiche del territorio.
Nel comune di Milano, secondo quanto dichiarato dall’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi, gli interventi finanziati dal PNRR hanno interessato oltre quattro ettari, con circa quattromila piante tra alberi forestali e arbusti. L’amministrazione ha inoltre annunciato la preparazione di un Piano del verde e del paesaggio, con l’obiettivo di rafforzare la pianificazione e la tutela del patrimonio naturale urbano.
Il verde urbano come infrastruttura climatica
Per molto tempo gli alberi sono stati considerati soprattutto un elemento decorativo, utile a rendere più gradevoli piazze, strade e giardini. Oggi la loro funzione è sempre più legata alla capacità delle città di affrontare gli effetti del cambiamento climatico.
Il verde può contribuire a rendere gli spazi pubblici meno caldi, sostenere la biodiversità e migliorare la gestione delle acque piovane. Ma questi risultati non sono automatici. Un albero piantato in uno spazio inadatto, una specie che richiede più acqua di quella disponibile o un’area verde priva di manutenzione possono compromettere gli obiettivi del progetto.
Per questo la riforestazione dovrebbe essere accompagnata da una visione più ampia, capace di integrare alberature, suolo permeabile, parchi, giardini, tutela degli ecosistemi e riduzione del consumo di suolo. Piantare nuovi alberi è importante, ma lo è altrettanto proteggere quelli esistenti e conservare gli spazi naturali che ancora resistono all’espansione urbana.
La vera sfida consiste nel considerare il verde una componente essenziale delle infrastrutture cittadine, al pari delle reti di trasporto e dei servizi pubblici, e non un elemento accessorio da inserire quando rimane spazio.
Informazione e partecipazione: una responsabilità condivisa
Tra gli strumenti sviluppati nell’ambito di RiforestAzione c’è il portale Riforestazioneitalia.it, realizzato dalla società urban-tech SuperUrbanity. La piattaforma raccoglie informazioni sugli interventi e consente di seguirne l’avanzamento nei diversi territori.
La disponibilità di informazioni accessibili è un passaggio importante, perché permette ai cittadini di conoscere i progetti che interessano i luoghi in cui vivono. Perché il monitoraggio sia davvero utile, tuttavia, è essenziale che i dati consentano di comprendere non soltanto dove si interviene, ma anche come procedono le attività e quali risultati vengono raggiunti nel tempo.
RiforestAzione ha inoltre coinvolto alcune università italiane in attività formative e promosso “Pianta Un’Idea”, una call for ideas rivolta ai giovani tra i 18 e i 30 anni per raccogliere proposte dedicate alla tutela ambientale e alla rigenerazione del verde.
Il coinvolgimento delle nuove generazioni può aiutare a costruire una cultura della sostenibilità meno legata alle dichiarazioni e più vicina alla conoscenza dei territori, alla progettazione e alla cura concreta degli spazi comuni. La partecipazione, però, funziona quando le idee possono incontrare strumenti adeguati, interlocutori istituzionali e possibilità reali di essere sviluppate.
Dalla piantumazione alla cura: il futuro delle città verdi
La conclusione del tour di RiforestAzione a Milano riporta al centro una questione che riguarda tutte le città italiane: come trasformare gli investimenti ambientali in risultati capaci di durare nel tempo?
I dati dell’indagine mostrano che la consapevolezza del valore del verde è diffusa e che cresce la conoscenza degli interventi in corso. Il passaggio successivo consiste nel rendere questa attenzione una parte stabile delle scelte urbanistiche, delle politiche pubbliche e delle abitudini quotidiane.
Una città più verde non è semplicemente una città con più alberi. È una città che protegge il suolo, conserva gli ecosistemi, progetta gli spazi in funzione del clima, garantisce la manutenzione del patrimonio naturale e rende accessibili le informazioni sulle trasformazioni in corso.
La riforestazione può contribuire a questo cambiamento, ma ha bisogno di continuità, monitoraggio e responsabilità condivise. Perché il verde urbano non è soltanto un investimento per il futuro: è una risorsa da proteggere oggi, affinché possa continuare a migliorare la qualità della vita delle persone e la salute degli ecosistemi.
(a cura di Gaiazoe.life)


