Con la produzione globale di abbigliamento raddoppiata negli ultimi vent’anni e montagne di tessuti che popolano le discariche di tutto il mondo, la parola sostenibilità rischia troppo spesso di trasformarsi in uno slogan privo di sostanza. Ma il tempo delle dichiarazioni d’intenti è finito: la vera sfida oggi è passare dalle parole ai fatti e trasformare l’upcycling e la riparazione da tendenze di nicchia o strategie di marketing a un vero e proprio sistema industriale circolare.
È con questa visione che domani 17 settembre, negli spazi del BASE di Milano (ex Ansaldo, in Via Bergognone 34), debutta la prima edizione degli Stati Generali della Riparazione e dell’Upcycling. Questo evento rappresenta un momento cruciale per il settore, dove l’innovazione e la sostenibilità si incontrano, e dove il concetto di Stati Generali è al centro di un cambiamento necessario.
Ideato e organizzato da PRISM — società benefit fondata da Giovanni Lucchesi che unisce produzione etica, circular fashion e impatto sociale —, l’evento punta a riunire attorno allo stesso tavolo brand, istituzioni, università, retailer e protagonisti della filiera per costruire le infrastrutture concrete della moda di domani.
Dalle parole alle infrastrutture: la svolta circolare della moda
Spinti anche dalle recenti normative europee che vietano la distruzione dei capi invenduti, i player della moda si trovano oggi a un punto di svolta. Gli Stati Generali nascono proprio per creare soluzioni strutturali: dalla gestione trasparente degli stock alla trasformazione dei capi rimasti nei magazzini, fino ai servizi diffusi di riparazione e alla formazione di nuove competenze artigianali e digitali.
L’iniziativa vede il coinvolgimento diretto di importanti realtà istituzionali e di settore, tra cui il Comune di Milano (con l’Assessora Alessia Cappello), Regione Lombardia (con l’Assessore Debora Massari) e la Camera Nazionale della Moda Italiana, insieme a figure chiave dell’intera filiera tessile.
Il programma: report esclusivi, dibattiti e i talenti del futuro
La giornata del 17 settembre (con apertura alle ore 10:30) si svilupperà attraverso panel tematici dedicati ai nodi cruciali della transizione ecologica:
- Analisi e dati sulla circolarità: durante i lavori verrà presentato in anteprima il primo Report Annuale dedicato a riparazione, upcycling e moda circolare, un’indagine approfondita tra trend di mercato, ostacoli logistici e sfide normative.
- Creatività al servizio del pianeta: spazio alla nuova generazione di designer con un contest speciale riservato agli studenti del Milano Fashion Institute, chiamati a rigenerare e dare nuova vita a capi d’abbigliamento invenduti.
Verso il primo Manifesto della Riparazione e dell’Upcycling
Gli Stati Generali non intendono essere un evento isolato, ma l’inizio di un cantiere aperto. Dalle idee e dai confronti emersi durante le sessioni di lavoro prenderà infatti forma la stesura del primo Manifesto della Riparazione e dell’Upcycling, un documento programmatico destinato a definire i nuovi standard operativi e culturali per un’industria della moda davvero etica, durevole e rispettosa dell’ambiente.
“La transizione ecologica della moda non può più basarsi solo su dichiarazioni d’intenti”, commenta Giovanni Lucchesi, fondatore di PRISM. “Con gli Stati Generali vogliamo connettere la creatività e l’industria a soluzioni strutturali. Riparazione e upcycling non sono più opzioni di nicchia, ma i pilastri di una nuova infrastruttura industriale e culturale.”
Perché ci piace
Sostenere il diritto alla riparazione e valorizzare ciò che già esiste è il cuore battezzante dello stile di vita consapevole. Iniziative come gli Stati Generali dimostrano che la moda può smettere di essere sinonimo di spreco per diventare motore di rigenerazione, bellezza e responsabilità verso il pianeta.
(a cura di Gaiazoe.life)


