La lotta alla crisi climatica non si gioca soltanto nei palazzi dei governi nazionali. Le città e le regioni, dove le politiche ambientali prendono forma concreta, conquistano finalmente un ruolo strutturale nelle decisioni internazionali.
Un passo storico è stato compiuto durante la London Climate Action Week, dove la Coalition for High Ambition Multilevel Partnerships (CHAMP) for Climate Action ha annunciato la nascita del suo primo Consiglio consultivo subnazionale, un organismo che, per la prima volta, integra ufficialmente città, regioni e Stati federati nella governance della coalizione.
L’obiettivo è chiaro: rendere l’azione climatica più efficace coinvolgendo direttamente quei livelli di governo che ogni giorno affrontano gli effetti della crisi climatica e trasformano gli impegni internazionali in interventi concreti sul territorio.
Perché nasce il Consiglio consultivo subnazionale
La crisi climatica si manifesta soprattutto nelle città: ondate di calore, alluvioni, incendi, siccità e perdita di biodiversità richiedono risposte rapide e coordinate. Sono proprio le amministrazioni locali e regionali a gestire gran parte delle politiche di adattamento, mobilità sostenibile, pianificazione urbana, tutela del verde pubblico ed efficientamento energetico.
Con la creazione del nuovo Consiglio consultivo, CHAMP riconosce ufficialmente che gli obiettivi dell’Accordo di Parigi non possono essere raggiunti senza una stretta collaborazione tra governi nazionali e amministrazioni locali.
Per la prima volta, infatti, sindaci, governatori e presidenti di regione avranno un canale diretto per contribuire alle strategie della coalizione, condividendo esperienze, competenze e soluzioni già sperimentate nelle proprie comunità.
Una rete globale di amministrazioni locali
Il nuovo organismo riunisce rappresentanti provenienti da diversi continenti, selezionati per rappresentare la varietà delle realtà territoriali impegnate nell’azione climatica.
Tra i membri figurano:
- Mohamed Sefiani, sindaco di Chefchaouen (Marocco);
- Nick Reece, Lord Mayor di Melbourne (Australia);
- Claudio Castro, sindaco di Renca (Cile);
- Alfredo Coro, sindaco di Del Carmen (Filippine);
- Piia Elo, sindaca di Turku (Finlandia).
Accanto ai rappresentanti delle città siedono anche leader regionali come Fatimetou Abdel Malick (Regione di Nouakchott, Mauritania), Cem Özdemir (Baden-Württemberg, Germania) ed Eduardo Leite (Rio Grande do Sul, Brasile).
A guidare il Consiglio sarà Anne Hidalgo, già sindaca di Parigi e oggi Global Ambassador del Global Covenant of Mayors for Climate & Energy.

Anne Hidalgo: “Le città guidano già la transizione”
Durante la riunione inaugurale, Anne Hidalgo ha sottolineato come città e regioni siano da anni in prima linea nella risposta alla crisi climatica.
Secondo Hidalgo, le amministrazioni locali non solo subiscono gli effetti del cambiamento climatico, ma stanno già sperimentando alcune delle politiche più innovative per ridurre le emissioni, migliorare la qualità dell’aria, rafforzare la resilienza urbana e aumentare la qualità della vita dei cittadini.
L’istituzione del nuovo Consiglio rappresenta quindi il riconoscimento formale del ruolo strategico che le città svolgono nella transizione ecologica.
Brasile e Germania guidano la nuova fase di CHAMP
La riunione ha visto anche la partecipazione dei rappresentanti di Brasile e Germania, co-presidenti della coalizione CHAMP.
Per il Brasile, che ospiterà la COP30, la governance multilivello rappresenta uno degli strumenti fondamentali per trasformare gli obiettivi climatici in interventi concreti attraverso programmi nazionali dedicati alle città resilienti e sostenibili.
Anche la Germania ha ribadito che nessuna politica climatica può essere realmente efficace senza il coinvolgimento di Länder, città e amministrazioni regionali, che costituiscono il collegamento tra le strategie nazionali e la loro applicazione quotidiana.
Nasce anche il nuovo Gruppo di Pilotaggio
Oltre al Consiglio consultivo, CHAMP ha annunciato la costituzione del nuovo Gruppo di Pilotaggio, incaricato di guidare la prossima fase della coalizione.
Il gruppo, composto da rappresentanti di Brasile, Germania, Colombia, Repubblica Dominicana, Etiopia, Kenya, Filippine, Svezia e Unione Europea, avrà il compito di trasformare gli impegni politici in azioni concrete attraverso una nuova Roadmap di Implementazione.
L’obiettivo è accelerare la cooperazione tra tutti i livelli di governo e migliorare il coordinamento delle politiche climatiche, affinché gli obiettivi dell’Accordo di Parigi possano tradursi in risultati misurabili per cittadini e territori.

La sfida della governance climatica
La nascita del Consiglio consultivo subnazionale rappresenta molto più di una modifica organizzativa.
È il riconoscimento di un principio sempre più evidente: la transizione ecologica non può essere governata esclusivamente dagli Stati. Le città producono oltre il 70% delle emissioni globali di CO₂ e ospitano più della metà della popolazione mondiale. È proprio nei contesti urbani che si decidono il futuro della mobilità, dell’efficienza energetica degli edifici, della gestione delle risorse idriche, dell’economia circolare e della qualità degli spazi pubblici.
Coinvolgere direttamente sindaci e amministrazioni regionali significa quindi costruire un modello di governance più partecipato, capace di rendere l’azione climatica non solo più ambiziosa, ma anche più vicina alle esigenze delle comunità.
Con il nuovo Consiglio consultivo e il Gruppo di Pilotaggio, CHAMP inaugura una nuova fase della cooperazione internazionale sul clima: un modello in cui le decisioni globali e le esperienze locali dialogano finalmente allo stesso tavolo.
(a cura di Gaiazoe.life)


