In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente e della Giornata Mondiale degli Oceani, Thermore sceglie di trasformare la sostenibilità in azione concreta affiancando Plastic Free Onlus in due iniziative di riqualificazione urbana aperte alla cittadinanza. Il 6 e 7 giugno 2026 Genova e Milano diventeranno così teatro di una mobilitazione collettiva dedicata alla tutela del territorio e alla lotta contro l’inquinamento da plastica e microplastiche.
L’iniziativa si inserisce nella campagna nazionale promossa da Plastic Free con il claim “Il pianeta non è un portacenere”, un messaggio diretto che richiama l’attenzione sull’impatto ambientale dei rifiuti dispersi nelle città e negli ecosistemi naturali.
Un’azione concreta contro rifiuti e microplastiche
La collaborazione tra Thermore, leader globale nel settore delle imbottiture termiche per l’abbigliamento, e Plastic Free nasce dalla volontà condivisa di contrastare la diffusione dei rifiuti plastici che minacciano biodiversità, spazi urbani e ambienti marini.
Durante le giornate del 6 e 7 giugno, i volontari saranno impegnati nella raccolta di macro-rifiuti, plastiche abbandonate e mozziconi di sigaretta, tra le principali fonti invisibili di contaminazione ambientale. Oggetti apparentemente piccoli e quotidiani che, nel tempo, si degradano trasformandosi in microplastiche capaci di contaminare suolo, corsi d’acqua e oceani.
L’obiettivo non è soltanto ripulire aree urbane e verdi, ma sensibilizzare le comunità sull’urgenza di adottare comportamenti più consapevoli e responsabili.
La sostenibilità come responsabilità condivisa
Per Thermore, il sostegno all’iniziativa rappresenta una naturale evoluzione del proprio percorso di Responsabilità Sociale d’Impresa, orientato verso un’innovazione sempre più responsabile e attenta alla tutela delle risorse ambientali.
L’azienda, pioniera nell’utilizzo di imbottiture termiche riciclate ottenute principalmente da bottiglie PET post consumo, conferma così il proprio impegno nel promuovere una cultura della sostenibilità che vada oltre il prodotto e si traduca in partecipazione attiva sul territorio.
L’intero progetto sarà inoltre documentato attraverso un video reportage dedicato al lavoro dei volontari, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza ambientale e valorizzare il ruolo delle comunità nella costruzione di un cambiamento concreto.
Due città, un’unica mobilitazione
Gli appuntamenti si svolgeranno:
- sabato 6 giugno a Genova;
- domenica 7 giugno a Milano.
Entrambe le iniziative saranno focalizzate sulla riqualificazione di aree urbane, verdi e paesaggistiche considerate centrali per la vita delle due comunità.
La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i cittadini che desiderano contribuire attivamente alla cura del proprio ambiente urbano, trasformando un gesto collettivo in un’occasione di sensibilizzazione e cittadinanza attiva.
Plastic Free: un movimento globale nato dal basso
Fondata nel 2019, Plastic Free Onlus è oggi una delle realtà più attive nel contrasto all’inquinamento da plastica e microplastiche.
Attraverso clean up ambientali, progetti educativi nelle scuole e collaborazioni istituzionali, l’organizzazione ha coinvolto in pochi anni oltre 260.000 volontari, organizzato più di 10.000 appuntamenti di raccolta in tutta Italia e rimosso quasi 5,2 milioni di rifiuti.
Accanto alle attività di sensibilizzazione ambientale, Plastic Free è impegnata anche nella tutela delle tartarughe marine, con interventi di recupero, cura e rilascio degli esemplari in difficoltà. Dal 2020 sono già 303 le tartarughe salvate e quasi 11.000 le tartarughine accompagnate alla nascita.
Dall’innovazione responsabile all’azione sul territorio
Con questa iniziativa, Thermore e Plastic Free dimostrano come la sostenibilità possa diventare un linguaggio condiviso tra imprese, associazioni e cittadini.
In un momento storico in cui l’inquinamento da plastica rappresenta una delle principali emergenze ambientali globali, il valore di queste azioni risiede non soltanto nella pulizia concreta degli spazi urbani, ma nella capacità di costruire nuove forme di partecipazione collettiva e responsabilità diffusa.
Perché la tutela dell’ambiente non passa solo dalle grandi strategie internazionali, ma anche da gesti quotidiani capaci di trasformare il rapporto tra persone, città ed ecosistemi.
(a cura di Gaiazoe.life)