C’è un luogo dove il tempo rallenta, il corpo si riconnette con la natura e la bellezza si esprime nella semplicità: Filicudi. È qui che nasce e si rinnova l’anima di Isole & Vulcani, brand che da sempre intreccia moda, territorio e artigianalità in un racconto intimo e profondo. In questo dialogo, abbiamo voluto indagare le radici del progetto, l’eredità raccolta da Daniela Fadda e il legame indissolubile con le Isole Eolie, lasciando emergere la visione di un’estetica che è anche etica. Dalla scelta dei materiali naturali all’importanza dell’artigianato, dalla libertà creativa al desiderio di una moda più leggera – per chi la indossa e per il pianeta – Isole & Vulcani si racconta attraverso le parole dei suoi custodi. Questo è un vero viaggio poetico. Il viaggio poetico di Isole e Vulcani è un’esperienza unica e irripetibile.
Gaiazoe ha intervistato Cristiano Fini che, insieme, a Sara Goldschmied ha fondato il brand.
Un viaggio poetico tra arte e natura
Come vi siete innamorati di Isole & Vulcani e cosa vi ha spinto a raccogliere l’eredità di Daniela Fadda?
La risposta è Filicudi stessa come posto fisico. Io e Sara ci siamo conosciuti sull’isola e io ho inizialmente rilevato la gestione del negozio passando con lei le nostre estati proprio a Filicudi. Solo in seguito con Sara abbiamo assunto anche la gestione del Brand che di fatto nasce col nome di Isole&Vulcani.
Qual è il vostro rapporto personale con il mare e le Isole Eolie? In che modo questo legame influenza il vostro lavoro creativo?
Filicudi è come una seconda casa per me. È un luogo molto particolare che ci si porta dietro anche quando la si lascia. Il concept, I modelli, tutto quello che riguarda I&V nasce ed è legato a Filicudi. Ogni pezzo è parte di un viaggio poetico che ci avvicina alla natura.
Qual è il significato profondo dietro le stampe e le tonalità delle vostre collezioni? E quale il significato della collezione SS25? C’è una nuance che sentite particolarmente vostra?
Non c’è un significato per ogni collezione, direi che è più un significato a lungo termine legato ai colori e all’approccio al tempo che si vive su ogni isola e nelle Eolie in particolare. Lo scopo è creare un tramite che metta in sintonia chi indossa le nostre creazioni con la realtà circostante, per tante persone che si sono appassionate alla filosofia del brand funziona e se si passa l’estate nelle Eolie ancora di più. Diciamo che l’idea di fondo per quanto possibile è rendere compatibile umani e natura.

Filicudi mon amour
In un mondo della moda spesso dominato dall’omologazione, che significato ha per voi l’“anarchia creativa” che proponete con mix & match liberi?
In realtà la nostra visione è estremamente semplice. Il nostro è un prodotto molto basico. I modelli sono sempre reperibili di collezione in collezione. Il lavoro importante fatto sulle nuances per renderle sempre compatibili ci permette di fornire al cliente una infinita possibilità di scelta anche da un anno all’altro e di poter usare il costume per molto tempo donandogli freschezza semplicemente con un nuovo abbinamento, questo è molto apprezzato.
I vostri costumi sono realizzati in cotone biologico certificato GOTS e tinti con procedimenti naturali: quanto è difficile oggi coniugare sostenibilità, qualità e desiderabilità del prodotto?
È una strada che va necessariamente percorsa anche se non è sempre semplice percorrerla in termini di risorse e accessibilità al prodotto. La volontà di offrire al mercato un prodotto il meno impattante possibile sia ecologicamente che commercialmente non è sempre semplice. La cosa bella è che sempre più persone sono disposte a spendere quel giusto in più per la consapevolezza che, facendo o facendosi un regalo non stanno gravando sulle generazioni future e che il fast fashion non è l’unica alternativa economicamente accessibile.
Che ruolo gioca l’artigianalità nella vostra visione di moda sostenibile e consapevole?
Credo che la consapevolezza e la sostenibilità siano temi più legati alla produzione industriale e al tema degli imballaggi e meno all’artigianato che solitamente e molto meno impattante. Il nostro brand nasce completamente artigianale, quando mia madre tagliava a mano i modelli da annodare. Da allora siamo cresciuti ma restiamo fieramente una piccola realtà con un’idea che ci piace e credo che quella dimensione artigianale ancora ci appartenga proprio nella manualità dei nodi per assemblare i nostri costumi.
Mare, amore, famiglia e sostenibilità
Come nasce l’idea di raccontare l’estate anche attraverso i legami familiari?
Più che un’idea è la conseguenza di essere cresciuto in un contesto familiare “allargato” l’atmosfera Filicudara e la percezione di una piccola comunità che protegge i suoi membri, hanno fatto il resto.
Cosa significa per voi oggi essere un brand di moda “poetico”? E perché credete che ne abbiamo bisogno?
Grazie per il complimento. Commercio e poesia vanno d’accordo di rado ai nostri giorni e direi che di poesia nella vita delle persone non ce n’è abbastanza. Per noi è importante e gratificante che il pubblico riceva questa impressione e ne siamo grati e lieti. Ci piacerebbe che il messaggio che arriva fosse questo: che la moda e in generale il mondo del fashion possano farci apparire belli come siamo e non per come dovremmo essere.
Guardando al futuro, quali sono i vostri desideri per Isole & Vulcani e per la moda sostenibile in Italia?
Crescere ovviamente ma anche settare una tendenza, un circolo virtuoso che porti a nuove idee e a nuove soluzioni per alleggerire il carico ambientale che l’industria della moda suo malgrado fa gravare sull’ecosistema. È sicuramente un obbiettivo ambizioso ma la speranza è che questo obbiettivo non sia solo il nostro e che ci saranno tante altre realtà da conoscere e con cui collaborare durante questo percorso.
(intervista raccolta da Viviana Musumeci, founder di Gaiazoe.life)
