L’Unione Europea accelera la transizione verso un’economia sempre più circolare e trasparente con l’introduzione del Digital Product Passport (DPP), il Passaporto Digitale del Prodotto previsto dal nuovo Regolamento ESPR (2024/1781). A partire da febbraio 2027, questo strumento diventerà progressivamente obbligatorio per numerose categorie merceologiche — tra cui moda, tessile ed elettronica — ridefinendo il modo in cui prodotti, filiere e consumatori dialogano tra loro.
Il DPP si configura come una vera e propria carta d’identità elettronica del prodotto: un sistema digitale capace di raccogliere e rendere accessibili informazioni fondamentali sull’intero ciclo di vita di un bene, dalla produzione alla distribuzione, fino al riuso e al riciclo. L’obiettivo europeo è chiaro: aumentare la trasparenza, favorire la tracciabilità, incentivare riparabilità e riutilizzo, contrastare la contraffazione e sostenere modelli industriali coerenti con i principi ESG e dell’economia circolare.
In questo nuovo scenario normativo, 1000LANDS si posiziona tra le realtà italiane più innovative del settore luxury second hand, anticipando concretamente la direzione intrapresa dall’Europa. La piattaforma, primo partner italiano di Entrupy, ha recentemente introdotto AUTENTITAG, un’etichetta elettronica certificata pensata per i prodotti pre-loved di lusso.
La soluzione integra tecnologia NFC e certificazione digitale di autenticità, permettendo agli utenti di accedere direttamente dal proprio smartphone a una scheda digitale contenente informazioni dettagliate sull’articolo e al certificato di autenticità rilasciato da Entrupy. Una scelta strategica che rende 1000LANDS una delle prime piattaforme italiane a investire nella digitalizzazione dei certificati di autenticità nel mercato resale.
Elemento centrale di questo ecosistema è proprio la collaborazione con Entrupy, società tecnologica statunitense leader globale nell’autenticazione di beni di lusso. Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, Entrupy verifica l’autenticità di borse e accessori con un livello di accuratezza superiore al 99%, offrendo inoltre un certificato digitale verificabile online e associato univocamente al prodotto. Il sistema è supportato anche da una garanzia finanziaria sull’esito dell’autenticazione, rafforzando così la tutela del consumatore e creando un presidio concreto contro la contraffazione.
«Nel mercato del lusso contemporaneo, la tracciabilità non è più un valore aggiunto, ma una condizione essenziale per costruire fiducia. Il Digital Product Passport rappresenta un’evoluzione importante per l’intero settore perché introduce nuovi standard di trasparenza e responsabilità lungo il ciclo di vita del prodotto. Per il mondo del resale significa aprire la strada a strumenti sempre più evoluti in grado di rafforzare autenticità, sicurezza e affidabilità dell’esperienza d’acquisto», afferma Greta Caterina Biffarino, co-founder di 1000LANDS.
Sulla stessa linea anche Martina Sanguinetta: «La digitalizzazione dei certificati di autenticità apre una nuova fase per il settore fashion e luxury second hand. Oggi il consumatore vuole poter verificare in modo immediato autenticità e informazioni essenziali relative a un prodotto. Strumenti come AUTENTITAG e l’introduzione del Digital Product Passport trasformano la tracciabilità in un’infrastruttura concreta di valore, capace di contrastare la contraffazione, facilitare il riuso e rafforzare il concetto di sostenibilità consapevole».
Il mercato globale del second hand fashion, destinato a crescere significativamente nei prossimi anni, si sta infatti evolvendo verso standard sempre più strutturati di trasparenza e accountability. In un contesto in cui gli asset di lusso pre-owned assumono anche un valore finanziario, strumenti digitali certificati come il DPP rappresentano un passaggio fondamentale per la maturazione dell’intero comparto.
La sostenibilità, oggi, non riguarda più soltanto materiali e processi produttivi: passa anche dalla capacità di raccontare la storia di un prodotto, garantirne autenticità e provenienza, e costruire una relazione di fiducia tra brand, piattaforme e consumatori. Ed è proprio qui che il Digital Product Passport potrebbe trasformarsi da obbligo normativo a leva culturale capace di ridefinire il futuro del lusso contemporaneo.
(a cura di Gaiazoe.life)