Fondata a Vicenza nel 1994 da Susanna Martucci e oggi certificata B Corp, Alisea è un esempio virtuoso di come l’economia circolare possa generare valore estetico, sociale e ambientale. Da oltre trent’anni l’azienda trasforma materiali di scarto in oggetti di design attraverso processi innovativi e inclusivi, collaborando con cooperative sociali che favoriscono l’inserimento lavorativo di persone con disabilità o in situazioni di fragilità. Con il brand Perpetua, Alisea ha portato la grafite rigenerata nei più importanti musei del mondo; nel 2025, continua il suo percorso di sperimentazione con dionisio®, un diffusore acustico per smartphone realizzato in zantech, candidato al Best of Year Award 2025.
Gaiazoe.life ha intervistato Susanna Martucci

Alisea opera dal 1994 con una visione pionieristica dell’economia circolare. Come è cambiato in questi trent’anni il modo in cui le aziende e i consumatori percepiscono la sostenibilità come valore e non solo come tendenza?
È, in un certo senso, cambiato il mondo. Se da un lato la sensibilità ecologica si è largamente diffusa, dall’altro nel mercato c’è una certa confusione. La sostenibilità è divenuta un trend che vede molti tentativi di improvvisazione, più che altro per cercare nuovi profitti, con un chiaro effetto greenwashing. Registro senza dubbio un cambiamento di mentalità, anche se è graduale e comprende vicoli ciechi e passi falsi. Al di là dei romanticismi, a me piace essere pragmatica: la consapevolezza dell’impatto ambientale è cresciuta e oggi influenza le scelte di sempre più persone, non soltanto delle nuove generazioni. La direzione è giusta, va alimentata e sostenuta.
Qual è, secondo lei, il ruolo delle imprese creative nel guidare una transizione ecologica autentica e non solo di facciata?
Il prodotto è soltanto un medium. Li chiamiamo appunto Oggetti Comunicanti perché sono i messaggeri dei valori che hanno condotto alla loro creazione. Le aziende hanno il ruolo di tracciare la direzione e mostrare che il cambiamento è possibile concretamente. Senza aziende che si impegnano nel realizzare un nuovo modello, i consumatori rimangono bloccati nei modelli precedenti. Quando un modello rivela la sua insostenibilità, cambiarlo diventa una questione di intelligenza evolutiva. Per le aziende, a mio avviso, il punto cruciale è la coerenza nel percorso. C’è differenza tra l’intendere la sostenibilità come una leva di marketing legata a una tendenza, e l’integrarla nella propria mentalità progettuale. Molte aziende hanno creato prodotti ad hoc per poter sfruttare il trend, salvo poi farli sparire quando questo si è affievolito, a riprova di come fosse una direzione dettata più da opportunismo che da convinzione. Altre aziende hanno invece operato cambiamenti a un livello più profondo e, in un certo senso, irreversibile. Le aziende, specie quelle capaci di arrivare con forza ai consumatori, hanno il potere di “educarli” a un diverso rapporto con ciò che consumano.

Le sfide non cambiano, quando fai sostenibilità
Quali sono le sfide future di Alisea? Possiamo aspettarci altre applicazioni della grafite riciclata o nuovi materiali circolari capaci di coniugare design e responsabilità ambientale?
Le sfide sono le stesse di quando siamo partiti nel 1994: trovare aziende – che siano partner o clienti – con cui recuperare materiali di scarto e dar vita a filiere in economia circolare. Ma vediamo che sono sempre più le realtà, anche in reazione alle complessità del periodo economico, che ricercano nuove soluzioni, che hanno voglia di sperimentare e di rischiare. Qui è importantissimo fare rete, perché nessuna azienda è in grado da sola di avere una reale influenza. Il cambiamento funziona quando è sistemico, ampio e condiviso.
Per quanto riguarda la grafite, invece, le possibilità continuano a sorprendere noi in primis. È davvero un materiale ricco di possibilità applicative che stiamo man mano scoprendo ed esplorando. Dallo zantech, il tecnopolimero iniettabile con cui realizziamo Perpetua la matita, al sistema di trattamento e tintura per tessuti e carta, fino alla vernice per il legno o al coating protettivo a basso spessore per l’edilizia. Ognuna di queste applicazioni mette le caratteristiche della grafite a servizio di prestazioni e sostenibilità. Quando abbiamo scoperto che la grafite aveva anche delle spiccate qualità acustiche, abbiamo spinto la nostra ricerca in quella direzione. Il risultato è dionisio, il diffusore acustico per smartphone all’80% in grafite riciclata e potenziata, la nostra “g upgraded recycled graphite”. Un materiale molto simile a quello di Perpetua la matita, ma con una ricetta specifica.
Dionisio nasce dal successo di Perpetua. Qual è stato il passaggio naturale o la scintilla che vi ha portato a trasformare la grafite riciclata in un diffusore acustico per smartphone?
Perpetua è nata con la volontà di dare un nuovo significato al legame tra grafite e scrittura. L’intuizione che ha portato a dionisio, invece, è nata da una conversazione con un esperto di materiali, Vittorio Ferrero, che da 40 anni lavora con la grafite. È stato lui a raccontarmi di come, 10 anni prima, Claudio Consigli, un appassionato collezionista e audiofilo, gli aveva commissionato un giradischi interamente in grafite. Consigli aveva scelto la grafite proprio perché è tra i migliori materiali esistenti per esaltare la purezza del suono. A quel punto abbiamo deciso di trovare la nostra strada per mettere la grafite al servizio del suono. Assieme a tecnici del suono, designer ed esperti di materiali abbiamo messo a punto un design – sia interno che esterno – per esaltare il suono senza bisogno di batterie o elettricità.

Tutto parte dalla grafite
Il materiale protagonista è la “g upgraded recycled graphite”, una grafite rigenerata e potenziata. Può raccontarci come nasce questo brevetto e quali vantaggi offre rispetto alla grafite vergine, sia in termini di performance che di sostenibilità?
“g upgraded recycled graphite” è l’ingrediente base di ognuna delle nostre formulazioni. Si tratta di un ingrediente composto da grafite recuperata e potenziata mediante l’aggiunta di un eccipiente minerale. In questo modo otteniamo composti che migliorano le caratteristiche della grafite vergine. Brevettarlo è stato importante, oltre che per tutelare il patrimonio del Made in Italy, anche per lanciare il messaggio che è un errore ritenere i materiali da recupero e riciclo come inferiori rispetto alle materie vergini. Con “g upgraded” lavoriamo per dimostrare che uno scarto può diventare un fattore differenziante attraverso applicazione in diverse industrie. Se da un lato migliora le performance, dall’altro va a ridurre l’impatto ecologico. Incarna esattamente la nostra idea di innovazione responsabile.
Zantech, il materiale tecnico brevettato da Alisea, rappresenta una vera innovazione nel campo del design circolare. In che modo la sua produzione contribuisce a ridurre l’impatto ambientale?
Lo zantech è il nostro tecnopolimero (compound tecnico) in granuli iniettabili. È il primo composto che abbiamo messo a punto a partire da “g upgraded”, il materiale con cui realizziamo Perpetua la matita e, con una messa a punto differente, dionisio. Recupera grafite destinata ad essere interrata, reimmettendola in circolo. Questo significa non consumare materie prime vergini, riducendo sensibilmente l’impronta ecologica. Lo zantech è un materiale incredibilmente versatile, la cui formula viene messa a punto di volta in volta per la specifica applicazione. La formula di Perpetua la matita è stata creata per esaltare la scrittura, eliminando la tradizionale scocca in legno e rendendola un oggetto durevole. Ma lo zantech è stato utilizzato anche per le montature di occhiali sportivi ad alte performance, o per la struttura di lampade di design. Ognuno di questi oggetti contribuisce a recuperare grammi, chili e tonnellate di grafite altrimenti destinate alla discarica.
Dionisio è un diffusore passivo, privo di elettronica. Quanto è importante per voi coniugare alte prestazioni sonore con un approccio “low tech” e completamente sostenibile?
Noi crediamo profondamente che, se si vuole diffondere un nuovo modo di pensare e produrre, il fatto che sia migliorativo dal punto di vista ambientale non basti. Per riuscire a convincere il mercato, deve migliorare le performance e la funzionalità. Il cambiamento deve essere conveniente per chi deve attuarlo e diffonderlo. Se dioniso fosse sostenibile ma suonasse male, non avrebbe alcun senso averlo creato. Bisogna puntare a migliorare ciò che già esiste attraverso soluzioni che ne riducano anche l’impatto.
Quanto conta oggi ribaltare la percezione del rifiuto, trasformandolo in risorsa attraverso il design?
È fondamentale, e intelligente in termini adattivi. Il sistema economico produttivo preminente produce una quantità vergognosa di sprechi. Il fatto che, a lungo, si sia scelto di occultare il problema non l’ha senz’altro risolto. Non possiamo più ignorare né sottovalutare che la Terra sia un sistema di risorse finito: attraverso design e creatività si può riscrivere la storia di un materiale da “scarto”, che suona tanto come una sentenza inappellabile, a risorsa, che significa soprattutto opportunità. Ogni volta che ci si riesce, tutto il mondo ne guadagna qualcosa.
(intervista raccolta da Viviana Musumeci, founder di Gaiazoe.life)









