Cinquantadue anni dopo la sua fondazione e tre anni dopo la rivoluzione del suo assetto proprietario, Patagonia pubblica “Work in Progress”, un bilancio d’impatto che racconta con estrema trasparenza i progressi — e i limiti ancora aperti — del brand nella lotta alla crisi climatica ed ecologica. Non è un report celebrativo: è un documento di lavoro, un esercizio di autocritica applicata a un modello di business che continua a mettersi in discussione. Perché per Patagonia la sostenibilità non è mai un traguardo conquistato, ma una tensione costante verso il miglioramento.
Il titolo riflette perfettamente questa natura in divenire: un’azienda che cresce, impara, corregge la rotta e si prende la responsabilità delle proprie scelte. Senza perdere di vista ciò che più conta: proteggere la Terra.
Trasparenza radicale: oltre i numeri, le storie
“Non siamo perfetti”, afferma Corley Kenna, Chief Impact and Communications Officer di Patagonia. «Questo documento è uno strumento di trasparenza, non un trionfo». In queste parole c’è l’essenza del report: i dati non bastano se non vengono inseriti dentro un contesto umano, se non raccontano come e perché alcuni risultati sono stati raggiunti — e perché altri no.
“Work in Progress” nasce proprio da questa esigenza: ricomporre i tasselli finora pubblicati in modo frammentato attraverso i canali digitali e le valutazioni B Corp, offrendo una visione completa e comprensibile a tutta la comunità. Il messaggio è chiaro: chiunque interagisca con il brand deve sapere come stanno andando le cose, per poter contribuire — criticamente — a farle andare meglio.
Un assetto proprietario unico: la Terra come unica azionista
Una delle svolte più importanti nella storia dell’azienda è avvenuta nel 2022, quando Yvon Chouinard e la sua famiglia hanno deciso di cedere la proprietà dell’azienda al Pianeta. Da allora Patagonia è posseduta da due entità: la Patagonia Purpose Trust, che vigila sul mantenimento della missione originaria, e la Holdfast Collective, un’organizzazione no profit che utilizza gli utili eccedenti per finanziare progetti dedicati alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi.
In altre parole, l’azienda realizza profitti per restituire. Ogni scelta di business ha un impatto reale e tangibile sugli ecosistemi che dobbiamo proteggere.
I temi del report: prodotti migliori, società migliori
Il bilancio copre l’anno fiscale 2025 e si concentra su quattro aree fondamentali del lavoro aziendale. La prima riguarda l’idea di impresa responsabile: Patagonia riconosce di essere un esperimento in continua evoluzione e analizza criticamente il proprio ruolo nel limitare gli impatti negativi generati dall’industria della moda.
Il secondo tema affronta l’importanza del prodotto. Creare capi resistenti e di alta qualità significa ridurre la necessità di acquistare più del necessario, promuovendo un approccio al consumo più lento e ragionato. È un messaggio rivoluzionario se a dirlo è un brand che continua — per quanto con mezzi responsabili — a vendere vestiti.
Un’altra sezione approfondisce il coinvolgimento della comunità: Patagonia sa che le rivoluzioni ambientali non si fanno da soli. Dalla rete di attivisti agli ambassador, ogni voce è chiamata a diventare parte attiva nella protezione della natura.
Infine, il report descrive l’ecosistema delle donazioni che permette all’azienda di utilizzare le proprie risorse economiche per contribuire a risolvere la crisi climatica, non semplicemente a mitigarne gli effetti.
Il valore di un modello in continua evoluzione
“Work in Progress” è un invito a guardare oltre lo storytelling della sostenibilità, verso una cultura del miglioramento costante. Patagonia dimostra che è possibile crescere senza rinnegare la propria missione originaria, e che la trasparenza — anche quando rivela limiti, errori e fragilità — può essere il motore di un cambiamento più ampio.
Non si tratta solo di fare impresa in modo più etico: si tratta di ripensare il ruolo stesso del capitalismo, orientandolo verso un’economia che rispetti e rigeneri il Pianeta.
(a cura di Gaiazoe.life)