Per Mochila Milano, il viaggio non è solo scoperta, ma soprattutto incontro. È così che Silvia Ferrari, founder del brand artigianale nato per valorizzare il savoir-faire delle comunità latinoamericane, ha intrapreso un’esperienza immersiva in Perù – culla di tradizioni ancestrali legate alla tessitura e alla lavorazione della lana di alpaca. Tra le altitudini vertiginose di Cusco, i colori vibranti delle Ande e la quotidianità delle comunità indigene, Silvia ha esplorato una filiera autentica, fatta di mani sapienti e di storie da tramandare. Un viaggio che diventa racconto, ma soprattutto un nuovo capitolo nel percorso etico di Mochila Milano, dove la moda si connette profondamente ai territori e alle persone che la rendono possibile.
Silvia Ferrari lo ha raccontato in esclusiva per Gaiazoe.life
Perù inaspettatamente caro
Il mio viaggio in Perù è iniziato a Lima a metà settembre. Fin dall’arrivo in aeroporto, ho rilevato subito una cosa, un livello di prezzi in generale molto alto, spesso paragonabili o addirittura superiori a quelli riscontrabili in Italia. Ho poi compreso che questo era l’effetto del massiccio afflusso turistico che stava vivendo il paese, che però, a mio avviso, ha talvolta contribuito a snaturare le autentiche tradizioni del luogo, anche riguardo alla cucina, ma di questo vi parlerò più avanti.
Il giorno dopo sono arrivata in aereo a Cusco e mi sono unita a un gruppo composto da circa una trentina di buyer provenienti da tutto il mondo, che come me erano lì per conoscere e selezionare nuovi artigiani per possibili collaborazioni future. Nonostante la bellezza dell’esperienza, i giorni successivi sono stati incredibilmente intensi e faticosi. A 3400 metri, l’aria rarefatta di Cusco ha causato in molti di noi i classici disturbi del “mal de altura” (detto qui anche soroche): vertigini, mal di testa, nausea e un senso di spossatezza generale.
In compenso, abbiamo avuto la possibilità di condividere esperienze culturali memorabili. Tra tutte, la più emozionante è stata la visita a un allevamento di lama e alpaca, dove ho avuto il privilegio di dar loro da mangiare e osservarli da vicino.

La lana di alpaca peruviana
La lana di alpaca riveste un’importanza fondamentale in Perù, non solo come prodotto tessile, ma come pilastro dell’economia rurale e dell’identità culturale. Inoltre, la tessitura in Perù è una tradizione millenaria che continua ad essere tutelata nel Paese.
Per questo motivo, ero consapevole che avrei vissuto un’esperienza molto diversa da quelle vissute finora in Colombia, da cui provengono le mie collezioni principali. I giorni in gruppo sono stati molto interessanti ma purtroppo brevi. In seguito, ho continuato il mio viaggio da sola, per circa una settimana, fermandomi prevalentemente nella città di Cusco. Non so se lo sapete, ma questa città è stata la capitale storica dell’Impero Inca e la sua costruzione è un vero capolavoro di ingegneria e simbolismo.
Gli Inca erano maestri, infatti, nella lavorazione della pietra, usavano massi di pietra enormi che venivano scolpiti e incastrati tra loro con una precisione tale che non veniva utilizzata malta. E’ possibile ammirare esempi di queste maestose mura in diverse parti della città, è inoltre ben conservato l’antico tracciato stradale Inca, sul quale gli spagnoli eressero i loro edifici coloniali, facilmente riconoscibili per le ampie e caratteristiche balconate in legno.

La cucina è contaminazione
Sul fronte culinario, come anticipato, ho constatato con rammarico una forte contaminazione, dominata da influenze europee, in particolare italiana e francese. La mia ricerca disperata di una pasticceria autentica si è scontrata con un’offerta prevalentemente incentrata su prodotti internazionali come croissant e cinnamon roll, costringendomi a scartare numerosi locali. Solo a Lima, ho finalmente avuto modo di trovare tanti posti in cui gustare la vera cucina locale. Un appunto: evitate di mangiare frutta e verdura crude, uova, pollo poco cotte, cibo per strada o nei mercati per evitare problemi di virus e batteri a cui non siamo abituati (ne parlo per esperienza personale!).
Le mie giornate successive sono state prettamente dedicate all’attività di ricerca e selezione di nuovi artigiani. Per questo motivo ho girato alcune località delle Ande, nei dintorni di Cusco, famose per le loro diverse e specifiche pratiche di tessitura. Sono rimasta molto colpita da Chinchero, un paese che conserva l’antica struttura stradale e rovine Inca (visitabili ma a un prezzo davvero caro), che è anche rinomato come importante centro di tessitura, con numerosi laboratori visitabili. Qui ho imparato le diverse fasi della lavorazione, tutte manuali: dalla filatura della lana, alla tintura, per concludere con la realizzazione finale del tessuto su telaio.
Ho appreso inoltre che le fibre più utilizzate in Perù sono la lana di alpaca e quella di pecora, le quali vengono tinte esclusivamente con pigmenti naturali. Questi coloranti tradizionali sono ricavati dalla cocciniglia e da una varietà di piante locali. Il risultato sono colori incredibilmente forti e vibranti.Nonostante queste esperienze, quella più significativa e toccante è stata però quella dell’incontro con gli artigiani, membri di comunità indigene, di una gentilezza straordinaria. Purtroppo è stato per me subito evidente un marcato divario: nonostante la ricchezza ostentata nelle città visitate e i prezzi elevati, anche di quelli degli stessi prodotti artigianali, ho constatato con tristezza la dura realtà della povertà in cui alcuni di essi vivono.
Nella mia ricerca, ho quindi voluto privilegiare l’identificazione di persone in grado di lavorare direttamente con comunità in forte stato di bisogno. L’obiettivo è fornire loro un lavoro stabile per sostenere le proprie famiglie e, al contempo, garantire la trasmissione delle tradizioni artigianali.
Mochila e le collaborazioni con le comunità locali
Sul fronte dell’artigianato, sono quindi entusiasta di annunciarvi di aver già avviato collaborazioni con diverse comunità locali. Vi invito a visitare il mio sito web per scoprire le nuove collezioni, che si distinguono nettamente dalle precedenti.
Alla fine di questo viaggio, Cusco invece resta la mia città preferita. La sua incredibile aura antica, combinata alla possibilità di girare in piena sicurezza da sola, mi ha fatto sentire una vera cusqueña dopo pochissimi giorni. La consiglio caldamente a chiunque cerchi un luogo capace di trasmettere vera magia. Un forte abbraccio a tutti voi e ringrazio Viviana Musumeci per avermi dato la possibilità di raccontarvi questo incredibile viaggio!!
(testo di Silvia Ferrari, founder @Mochila Milano)
