Fino al 4 ottobre 2026, Cernobbio si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto con Tracce, la mostra diffusa di Davide Dall’Osso, secondo capitolo del progetto triennale Ombre e Presenze, promosso dal Comune di Cernobbio e dalla Galleria GALP, a cura di Francesca Bogliolo.
Un’esperienza immersiva che intreccia arte, paesaggio e riflessione contemporanea, invitando il pubblico a rallentare e a interrogarsi sul significato dell’essere presenti nel mondo.
Un progetto tra presenza e assenza
Ombre e Presenze nasce come un percorso di ricerca artistica che indaga il rapporto tra corpo, ambiente e percezione. Dopo l’edizione 2025 con le imponenti sculture di Stefano Bombardieri, il nuovo capitolo si affida alla poetica leggera e luminosa di Davide Dall’Osso.
Le sue opere, sospese tra materia e immaterialità, dialogano con lo spazio urbano e naturale, dissolvendosi nella luce e invitando lo spettatore a una contemplazione profonda.
Tracce: un invito a ritrovare il senso
Il titolo della mostra prende ispirazione dalla poesia Per un teatro clandestino di Antonio Neiwiller, trasformando il percorso espositivo in una mappa simbolica fatta di segni, memorie e possibilità.
Le 14 installazioni – per un totale di circa 60 sculture – diventano “tracce” da attraversare, interpretare e vivere. Ogni opera è un frammento di racconto che parla di resilienza, rinascita, empatia e cambiamento.
Come sottolinea l’artista, in un tempo fragile e incerto, abbiamo bisogno di ritrovare punti di riferimento: le tracce del passato diventano strumenti per orientare il presente e immaginare nuovi inizi.
Arte e sostenibilità: la materia che rinasce
Al centro della ricerca di Dall’Osso c’è una visione etica e ambientale che attraversa tutta la sua produzione artistica.
L’artista trasforma materiali di scarto industriale – come policarbonato e plexiglas – in sculture di intensa forza poetica, dando nuova vita a ciò che era destinato a essere rifiuto. Le sue opere diventano così strumenti di sensibilizzazione sui temi del riciclo, dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale.
La luce attraversa queste materie trasparenti ridefinendone continuamente i confini, creando un dialogo dinamico tra forma, spazio e percezione.
Questa pratica artistica non è solo estetica, ma profondamente politica: invita a ripensare il nostro rapporto con i materiali, con il consumo e con il pianeta.
Un percorso diffuso tra arte, paesaggio e comunità
La mostra si sviluppa tra il Lungolago, le vie della città, Villa Bernasconi e la Galleria GALP, trasformando Cernobbio in un itinerario artistico diffuso.
Le sculture si inseriscono nel paesaggio come presenze silenziose: dialogano con l’acqua del lago, con l’architettura liberty e con gli spazi urbani meno battuti, coinvolgendo non solo i luoghi iconici ma anche quelli più nascosti.
Questa scelta curatoriale promuove una fruizione lenta e consapevole del territorio, incentivando un turismo più sostenibile e una relazione autentica con il contesto locale.
Il pubblico è invitato a esplorare, camminare, osservare: non solo spettatore, ma parte attiva di un’esperienza che intreccia arte e vita quotidiana.
L’arte come esperienza trasformativa
Le opere di Dall’Osso – ballerine leggere, figure antropomorfe sospese nel vento – evocano movimento, trasformazione e fragilità. Sono presenze che interrogano, che creano relazione, che invitano a fermarsi.Attraverso la bellezza e la leggerezza, l’artista attiva una riflessione profonda sulla responsabilità individuale e collettiva nei confronti del pianeta.
In questo senso, Tracce non è solo una mostra, ma un percorso di consapevolezza: un invito a riscoprire l’attenzione, a rallentare e a ritrovare una connessione più autentica con ciò che ci circonda.
Informazioni utili
Date: 14 marzo – 4 ottobre 2026
Luogo: Cernobbio (Lungolago, Via Regina, Villa Bernasconi, Galleria GALP)
Villa Bernasconi
Venerdì – lunedì, 10:00–18:00
Galleria GALP
Martedì – sabato 10:00–13:30 / 15:00–19:00
Domenica 10:00–13:00
(a cura di Gaiazoe.life)