Nascondere la povertà: estetica del privilegio
In molte località italiane – da città a borghi turistici – la povertà non sparisce, si nasconde. L’esempio di Portofino, che ha vietato l’accattonaggio e i bivacchi fino al 30 settembre “per tutelare la vocazione turistica del borgo”, mostra come le misure adottate non puntino a risolvere il problema, ma a rendere invisibili i segni del disagio, per non disturbare le élite e i turisti.
Il risultato è evidente: sedersi su una panchina diventa un atto proibito, mentre mostrare dignità diventa colpa.
Linguaggio e politiche che cancellano i poveri
Imporre divieti non è magnanimo: è un segnale chiaro che indica “non qui, non ora”. E il linguaggio cambia: termini come “disagiati” o “mendicanti non molesti” mascherano la realtà. Il messaggio implicito è:
“Se sei povero, sparisci.”
Invece di offrire servizi sociali, si preferisce una pulizia estetica delle strade e delle piazze, dove i poveri non devono sporcare il quadro patinato del benessere.
Il costo umano del decoro
La ricchezza sfavillante di Portofino – Piazzetta, yacht e boutique di lusso – convive solo grazie a politiche che rimuovono i segni della povertà, non i poveri stessi. Questa vergogna resa invisibile non fa che aumentare la distanza tra chi ha e chi non ha, nella totale indifferenza di chi può scegliere di non vedere.
Nei centri turistici e nelle città, si investe in esterni perfetti, mentre dentro l’umano resta fuori quadro.
Svelare la verità, riconquistare la dignità
Solo riportando la povertà sotto le luci, ridando voce e spazio anche ai più fragili – con servizi sociali, politiche abitative, inclusione vera – potremo trasformare l’imbarazzo in impegno. Nascondere non risolve: accentua il fallimento di una società che preferisce l’apparenza alla solidarietà.
Portofino racconta la strategia di una società che opta per il decoro anziché la cura: preferisce eliminare i simboli della povertà, non la povertà stessa. Per uscire dalla vergogna dobbiamo rimettere le persone al centro, non sotto il tappeto.
( a cura di Gaiazoe.life)