La moda circolare non è più un concetto astratto, ma un insieme di pratiche concrete che stanno cambiando il modo in cui consumiamo e produciamo abbigliamento. Dai programmi di reselling dei grandi marchi, fino alle nuove direttive europee sulla responsabilità estesa del produttore (EPR), il settore si trova oggi davanti a una trasformazione che tocca sia i consumatori sia le imprese.
Marks & Spencer: il reselling approda su eBay
Il colosso britannico Marks & Spencer (M&S) ha avviato un innovativo progetto di rivendita in collaborazione con eBay e il partner Reskinned. I clienti possono inviare gratuitamente i loro capi usati, che vengono riparati, puliti e rimessi in vendita. In cambio, ricevono un buono da £5 da spendere presso M&S.
L’iniziativa si inserisce nel programma “Another Life” (già noto come Shwopping), grazie al quale sono stati raccolti finora oltre 36 milioni di capi. Quelli non rivendibili vengono destinati al riciclo o al riuso. Inoltre, il 15% dei ricavi generati dalle vendite su eBay viene devoluto a Oxfam, rafforzando così la componente solidale del progetto.

L’UE e l’Extended Producer Responsibility (EPR)
Sul fronte normativo, l’Unione Europea ha recentemente raggiunto un accordo sulla revisione della Waste Framework Directive, introducendo obblighi stringenti per il settore tessile. Con il principio di responsabilità estesa del produttore (EPR), le aziende saranno tenute a finanziare la raccolta, lo smistamento e il riciclo dei capi immessi sul mercato.
Il sistema includerà meccanismi di eco-modulazione, che premiano i capi più sostenibili e penalizzano quelli progettati senza criteri di durabilità o riciclabilità. Anche le piattaforme di e-commerce extraeuropee che vendono nel mercato UE saranno coinvolte, garantendo così un quadro armonizzato e più equo.
Alcuni paesi si stanno già muovendo in anticipo:
- Paesi Bassi: EPR attivo dal 2023 con target del 75% di raccolta entro il 2030.
- Francia: pioniera dal 2007 con il sistema Refashion.
- Italia: ha avviato nel 2025 la consultazione pubblica per definire il proprio schema EPR.
Verso una moda davvero circolare
L’integrazione tra iniziative private come quella di M&S e le nuove direttive europee rappresenta un passo decisivo verso un modello di moda più sostenibile. Oltre all’EPR, altre normative come la Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR)—che introduce il Digital Product Passport—e la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) spingono i brand ad assumersi la responsabilità dell’intero ciclo di vita dei loro prodotti.
Questi strumenti, se combinati, creano un ecosistema in cui reselling, riciclo e responsabilità normativa convergono. Per i consumatori significa nuove opportunità di consumo consapevole; per le aziende, la sfida di innovare davvero i modelli produttivi e distributivi.
(a cura di Gaiazoe.life)