La passione per i pezzi unici e la cura per gli oggetti che raccontano una storia hanno spinto il founder di Magazzino 76 Federico Bellucci a trasformare il proprio interesse in un’attività concreta. Bellucci ha raccontato a Gaiazoe come l’istinto e le emozioni guidino ogni scelta, dalla selezione e restauro di arredi usati fino allo storytelling che ne preserva il valore. Tra lampade iconiche come la Golia, riferimenti al Bauhaus e all’Art Déco, e una filosofia di design sostenibile che guarda alla durabilità, Magazzino 76 diventa un esempio di bellezza e responsabilità nel mondo dell’arredo contemporaneo.
Qui di seguito l’intervista:
Il design sostenibile dura per secoli
Con quale criterio realizza gli acquisti degli oggetti che poi vende?
La selezione delle cose che acquisto avviene “di pancia”, se una cosa mi piace la compro altrimenti la lascio lì. A mio avvisto questo è un lavoro che va fatto seguendo istinto ed emozioni.
Cosa significa “design sostenibile” oggi? È più una questione di materiali, di processo, di etica o di visione culturale?
Il design sostenibile è quello che viene progettato per durare nei secoli, in passato era più normale trovare questo tipo di arredi, oggi meno ma esistono aziende anche nel design moderno che ci provano.

Lo storytelling documento la storia dell’oggetto
Quanto conta oggi la sostenibilità nelle scelte dei vostri clienti?
La sostenibilità è alla base del nostro lavoro. Tutto quello che salviamo ci rende orgogliosi e anche i nostri clienti comprando usato diventano paladini della sostenibilità.
Come si può educare il pubblico a un design più consapevole e duraturo?
Educare il pubblico non è un compito di chi vende. Noi dobbiamo dare il buon esempio e vendere qualità che dura nel tempo e che resti sempre bella e mantenga un giusto valore.
Quanto è importante lo storytelling legato all’oggetto e alla sua origine?
Lo storytelling è fondamentale. È una cosa bellissima poter raccontare la storia dell’oggetto quando è possibile. Noi documentiamo, quando è possibile, con foto la provenienza dell’articolo. La raccontiamo a chi compra, è un aspetto che interessa molto il cliente.
Il gusto personale e gli oggetti del passato
C’è un progetto, un designer o un oggetto in store che rappresenta particolarmente bene la vostra visione di design?
Credo che la cosa che rappresenti di più la nostra visione è la Golia, una lampada che disegnai e prodotto più di 15 anni fa. Se invece cerchiamo nel design storico più che un prodotto le direi un epoca, il periodo bauhaus e artdeco sono quelli che ci rappresentano di più come filosofia e come visione
Guardando al futuro, quali evoluzioni vede nel rapporto tra design e sostenibilità? E che tipo di cambiamento vorrebbe contribuire a generare attraverso il tuo lavoro?
Il futuro fa un po’ paura perché non si conosce. Nel presente però si capisce che l’attenzione di tutti alla sostenibilità è sempre maggiore e questo fa ben sperare. L’apertura del nostro showroom è stata pensata anche per aiutare i nostri clienti a vedere meglio i nostri prodotti cosi da poter scegliere arredi usati, restaurati e perfettamente conservati piuttosto che prodotti nuovi. Questo è un passo verso la sostenibilità.
(Intervista realizzata da Viviana Musumeci, founder di Gaiazoe e giornalista di sostenibilità)
