In occasione del Fuorisalone 2026, il design torna a interrogarsi sul suo ruolo più profondo: quello di creare connessioni. È in questo contesto che prende forma il progetto firmato da Mirco Giovannini in collaborazione con Daniela Baiardi, un dialogo sensibile in cui il tessile si fa linguaggio e materia viva.
Dal 21 al 26 aprile, negli spazi di SD Showroom, la ricerca del designer si apre a una nuova dimensione: non più solo il corpo, ma l’ambiente. Un passaggio naturale e al tempo stesso radicale, in cui il filo – elemento fondante del suo lavoro – abbandona l’abito per abitare lo spazio.
Il tessile come racconto
Quella presentata è una collezione che sfugge alle definizioni rigide: accessori, cuscini, stole, pouf e oggetti morbidi si configurano come micro-narrazioni tessili, frammenti di un discorso più ampio che intreccia estetica e consapevolezza.
Ogni pezzo nasce da una selezione attenta di filati ecosostenibili, in cui la delicatezza del merino extrafine incontra la luce sottile della viscosa. Il risultato è una materia che sembra respirare: avvolgente ma leggera, essenziale ma profondamente espressiva.
Superfici che dialogano con la luce
La cifra distintiva della ricerca di Giovannini emerge nella qualità quasi impalpabile delle superfici. Le lavorazioni sottili restituiscono una tessitura precisa, mai ostentata, capace di rivelarsi lentamente allo sguardo.
È nel dialogo tra opaco e luminoso che gli oggetti prendono vita: il calore vellutato della lana si intreccia ai riflessi setosi della viscosa, generando un dinamismo visivo in continua trasformazione. La luce non si limita a illuminare, ma diventa parte integrante del progetto, ridefinendo percezioni e profondità.
Abitare con consapevolezza
Questo progetto si inserisce in una riflessione più ampia sul design come pratica consapevole. Non si tratta solo di creare oggetti, ma di costruire relazioni: tra materiali e spazio, tra estetica e funzione, tra chi progetta e chi abita.
In un’epoca in cui il confine tra moda, design e lifestyle è sempre più fluido, il lavoro di Mirco Giovannini suggerisce una nuova possibilità: quella di un abitare morbido, sensibile, capace di accogliere e trasformare.
(a cura di Gaiazoe.life)