L’abbraccio del mare sulla pelle. È questo il punto di partenza di Abyssal Embrace, la nuova collezione Autunno/Inverno 2026-27 di Nicoletta Fasani, ispirata alla profondità dell’Oceano e al suo universo misterioso. Ma l’abisso, in questo caso, non è soltanto una suggestione estetica: diventa una metafora dell’intimità, della ricerca di sé e di un modo diverso di concepire la moda, nel quale bellezza, comfort e responsabilità possono convivere.
Sabato 3 ottobre, dalle 10.00 alle 19.30, l’atelier di Nicoletta Fasani apre le porte al pubblico per una giornata dedicata alla nuova collezione e, attraverso di essa, a tutto ciò che normalmente rimane nascosto dietro un abito: la materia, la sua provenienza, le lavorazioni, le persone e la filiera.
Un’occasione per guardare, ma anche per toccare e conoscere. Perché se il tema della collezione è quello della profondità, anche l’esperienza proposta nell’atelier invita ad andare oltre la superficie.
Abyssal Embrace: il mare come metafora
Il mare, vasto e misterioso, è da sempre luogo di miti, paure e meraviglia. Gli abissi rappresentano ciò che non conosciamo, ma anche ciò che ci attrae proprio perché sfugge allo sguardo.
È da questa ambivalenza che nasce Abyssal Embrace. Nicoletta Fasani racconta così il senso più intimo della collezione:
«A volte mi immagino nel mare senza paura di andare a fondo perché so che proprio lì, dove tutto è silenzio e buio, si trova la quiete necessaria per riemergere verso la luce».
La discesa negli abissi diventa quindi un viaggio interiore, quasi una sospensione necessaria per ritrovare emozioni e sensazioni che nella quotidianità rischiamo di perdere.
E proprio le emozioni sono una delle chiavi della collezione. I tessuti sono pensati per creare una relazione sensoriale con il corpo, attraverso superfici, consistenze e volumi che suggeriscono l’idea di rifugio e protezione.
Il comfort etico prende nuove forme
Da sempre caratterizzato da linee pulite ed essenziali, il brand introduce questa stagione nuovi volumi e dettagli che accentuano la sensazione di essere avvolti dall’abito.
I grandi colli diventano quasi una protezione, mentre la silhouette si apre a nuove proporzioni. Tra le novità c’è un pantalone a palloncino molto accentuato, insieme a due gonne dalle personalità differenti: una elegante gonna midi in seta doppiata, dal sapore rétro, e la gonna Medusa, più leggera e svolazzante, con un accento vagamente folk.
La collezione introduce inoltre per la prima volta una linea di accessori coordinati, con cappello, guanti e collo staccabile, pensati per completare il guardaroba senza allontanarsi dalla filosofia del brand.
È un’evoluzione del concetto di comfort etico, nel quale la sensazione di benessere che l’abito offre a chi lo indossa non è separata dalla responsabilità nei confronti dell’ambiente e delle risorse.
Dal blu abissale alla luce della terra
Anche la palette cromatica racconta questo viaggio tra profondità e riemersione.
Il petrolio e il blu abissale dialogano con il grigio e il nero, colori che evocano le profondità marine e le superfici rocciose. Ma dall’oscurità emergono improvvisamente colori più luminosi e terrestri: bianco ottico, verde oliva, bordeaux e marrone caldo.
Il contrasto prosegue nelle materie. Le lane puntinate grigie incontrano trasparenze nere, microfantasie geometriche e cotoni imbottiti con motivi floreali, che riportano il racconto verso una dimensione più domestica e accogliente.
Una sorta di alternanza tra l’abisso e la superficie, tra il buio e la luce, tra la natura selvaggia e quella più intima dello spazio domestico.
La materia diventa parte del progetto
È però soprattutto nella scelta dei materiali che Abyssal Embrace rende concreta la sua idea di responsabilità.
La collezione segna il ritorno della seta 100%, proposta nei toni più intensi del bordeaux e del verde oliva, per capi fluidi capaci di catturare la luce. A questa si aggiunge una capsule di maglieria realizzata in un morbido mix di mohair e cachemire, prodotta grazie alla collaborazione con un laboratorio artigianale di Piacenza, valorizzando così una competenza manifatturiera italiana.
C’è poi il cotone 100%, declinato in texture differenti, insieme al piquet di cotone cangiante e alla viscosa certificata FSC.
Ma il tema centrale non è soltanto la qualità dei materiali. È anche la loro capacità di essere riconosciuti, separati e, quando possibile, recuperati.
Monomateriale: progettare pensando al fine vita
La scelta di utilizzare, per la maggior parte dei capi, monomateriali rappresenta uno degli aspetti più interessanti della collezione.
Seta 100%, lana 100% e cotone 100% permettono di lavorare con una fibra pura e, allo stesso tempo, di semplificare le possibilità di gestione del capo a fine vita rispetto a composizioni miste difficili da separare.
È un principio di ecodesign che sposta l’attenzione da una domanda molto frequente — quanto è sostenibile questo tessuto? — a una questione più ampia: come è stato progettato l’intero ciclo di vita di questo abito?
Perché la sostenibilità di un capo non riguarda soltanto la fibra con cui è realizzato. Riguarda anche la sua durata, la possibilità di manutenzione, la composizione, la tracciabilità e ciò che potrà accadere quando non verrà più utilizzato.
Toccare, conoscere, tracciare
È proprio qui che la collezione incontra l’appuntamento del 3 ottobre.
Nell’atelier sarà infatti possibile entrare in contatto diretto con i materiali attraverso un corner tattile, per conoscere texture e caratteristiche dei tessuti utilizzati.
Ma soprattutto ogni capo sarà accompagnato da un QR code che permette di accedere alle informazioni sulla sua filiera.
La tecnologia diventa così uno strumento per rendere visibile ciò che normalmente non vediamo: da dove arriva la materia, quali sono i passaggi produttivi e cosa c’è dietro il prodotto finito.
Non è un dettaglio secondario. In una moda che deve diventare progressivamente più trasparente, sapere cosa stiamo comprando significa anche poter comprendere meglio il valore reale di ciò che indossiamo.
Dal QR code al Digital Product Passport
A raccontare questo percorso insieme a Nicoletta Fasani sarà anche Renoon, piattaforma tecnologica italo-olandese specializzata nella moda responsabile e nella gestione della supply chain e della tracciabilità.
Il confronto permetterà di approfondire anche il tema del Digital Product Passport, il passaporto digitale di prodotto che sta entrando nel processo di trasformazione del sistema produttivo europeo e che punta a rendere disponibili maggiori informazioni sui prodotti e sui materiali lungo il loro ciclo di vita.
Per il consumatore significa, potenzialmente, avere strumenti nuovi per conoscere un prodotto prima di acquistarlo e per comprenderne meglio la storia.
Per i brand significa invece confrontarsi con una maggiore responsabilità rispetto alle informazioni che accompagnano ciò che producono.
Cosa c’è davvero dietro un abito?
È forse questa la domanda più interessante che Abyssal Embrace porta con sé.
Dietro un vestito non c’è soltanto una silhouette, un colore o una tendenza. Ci sono materie prime, persone, competenze, lavorazioni, energia, filiere e scelte progettuali.
La tracciabilità permette di rendere almeno una parte di questo universo visibile. Il monomateriale introduce una riflessione sul fine vita. La ricerca sui tessuti parla di qualità e di durata. Il design diventa quindi anche uno strumento per interrogarsi sul futuro dell’oggetto moda.
In questo senso, l’abito può tornare a essere qualcosa di più di un prodotto destinato a essere sostituito rapidamente: può diventare un oggetto da conoscere, utilizzare a lungo e, quando possibile, reinserire nel ciclo della materia.
Una giornata per entrare nell’Abisso
L’appuntamento del 3 ottobre, dalle 10.00 alle 19.30, sarà quindi un’occasione per conoscere la nuova collezione di Nicoletta Fasani, ma anche per entrare più profondamente nel suo universo creativo.
Alle 18.00 la giornata si concluderà con una degustazione di tisane e cocktail “abissali”, preparati dalla vicina Quasi Locanda.
Un momento conviviale che chiude un percorso costruito attraverso tutti i sensi: guardare, toccare, conoscere, ascoltare e infine condividere.
Perché Abyssal Embrace non vuole essere soltanto una collezione da indossare. È, nelle intenzioni del brand, un ecosistema da esplorare.
E forse è proprio questa la direzione verso cui dovrebbe muoversi una parte della moda contemporanea: andare più in profondità. Conoscere ciò che indossiamo. Dare valore alla materia. Progettare pensando anche al suo futuro.
Non fermarsi alla superficie. Le collezioni sono disponibili anche sulle piattaforme Ecofashion Vestilanatura e Sfashion-net.
(a cura di Gaiazoe.life)