A pochi giorni dalla sua conclusione, la quinta edizione di The Custodians Earth Solutions Conference lascia a Napoli un’eredità che va oltre il dibattito scientifico: una visione concreta, condivisa e già in movimento per il futuro. Lo scorso 7 maggio, nella cornice del Circolo Canottieri Napoli, la conferenza internazionale dedicata alle microplastiche ha riunito scienziati, istituzioni e attori del cambiamento per affrontare una delle emergenze più urgenti del nostro tempo: l’impatto invisibile ma pervasivo della plastica sulla salute umana e sugli ecosistemi.
Promossa dalla BioDesign Foundation insieme alla Marina Militare e all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, la conferenza ha visto la partecipazione di nove scienziati di fama internazionale, offrendo una piattaforma di confronto tra ricerca avanzata e strategie operative.
Questa conferenza rappresenta un passo importante verso un futuro sostenibile.
Una comunità globale per soluzioni reali
Più che un semplice convegno, The Custodians si conferma come un laboratorio attivo di soluzioni. Al centro del dialogo, i progressi emersi dal report clinico presentato nel 2025 al Symposium di Roma: un punto di partenza per tracciare un bilancio aggiornato sugli effetti delle microplastiche e sulle possibili azioni di contenimento.
Accanto alla dimensione scientifica, forte è stata la presenza istituzionale, con rappresentanti di Guardia Costiera, Guardia di Finanza e Carabinieri Forestali, a testimoniare come la sfida ambientale richieda un’alleanza trasversale tra ricerca, governance e territorio.
In questo scenario si inserisce anche The Custodians App, piattaforma digitale sviluppata dalla fondazione per trasformare cittadini e organizzazioni in attori attivi: uno strumento che permette di geolocalizzare i rifiuti, coordinare le operazioni di raccolta e monitorare gli interventi in tempo reale. Un esempio concreto di come la tecnologia possa diventare infrastruttura partecipativa.
I numeri di un’emergenza sistemica
Durante la conferenza, i dati hanno restituito con chiarezza la portata del problema: oltre 400 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno, di cui solo una minima parte riciclata. Il resto si disperde, si frammenta, entra nei cicli vitali. Aria, acqua, alimenti: nessun ambito è escluso.
Le micro e nanoparticelle non sono più solo un tema ambientale, ma una questione sistemica che tocca la salute umana, la biodiversità e il futuro delle economie.
Napoli come simbolo di trasformazione
La scelta di Napoli non è stata casuale. La città si è presentata come esempio possibile di metamorfosi: un territorio complesso che diventa laboratorio di rigenerazione.
Il Circolo Canottieri ha assunto il ruolo di centro operativo, non solo per la conferenza ma anche come hub per le attività future legate al progetto Custodians. Qui si è delineata una visione chiara: dimostrare che la pulizia sistemica di un territorio non è utopia, ma processo replicabile.
Dal pensiero all’azione: la Plastic Race
A pochi giorni dalla conferenza, l’energia generata si prepara già a tradursi in azione con The Custodians Plastic Race – “All Together Now”, in programma a fine maggio. Un format di clean-up nazionale pensato per essere scalabile e replicabile a livello globale, attraverso strumenti formativi e coordinamento digitale.
Cittadini, scuole, aziende e istituzioni vengono coinvolti come veri e propri Custodi del Futuro, in un modello partecipativo che supera la logica dell’evento per diventare pratica continuativa.
I risultati già raggiunti dalla fondazione parlano chiaro: oltre 1.060.000 kg di rifiuti plastici e reti da pesca raccolti grazie a una rete che include forze armate, enti pubblici, università e migliaia di volontari.
Un movimento che attraversa il mondo
Da Napoli prende ora avvio un tour internazionale che porterà la conferenza in città come Milano, Venezia, Zurigo, Berlino, Londra, Parigi, Barcellona, New York e Shanghai. Un percorso che amplifica il messaggio e costruisce una rete globale di consapevolezza e azione.
La visione del Biodesign
Alla base di tutto, la filosofia della BioDesign Foundation, ispirata al pensiero visionario di Luigi Colani: “90% natura + 10% trasformazione”. Un principio che invita a ripensare il rapporto tra progettazione e ambiente, orientando ogni intervento verso un equilibrio possibile tra innovazione e rispetto degli ecosistemi.
Supportata anche da realtà come Naturasì ed Enespa, la missione della fondazione si configura come un progetto ambizioso ma concreto: la pulizia totale dell’Italia come modello per il mondo.
Le parole di Roberto Guerini risuonano oggi come una dichiarazione d’intenti più che come un auspicio:
“L’Italia dimostra al mondo come si pulisce un paese da cima a fondo e si mantiene pulito.”
Dopo Napoli, questa visione appare meno distante. Più tangibile. Più urgente.
(a cura di Gaiazoe.life)