Una collaborazione italiana che unisce outerwear di alta gamma e restomod automobilistico. Il debutto alla Monterey Car Week 2026 apre un nuovo dialogo tra moda, design, automobili da collezione e cultura del progetto.
Ci sono collaborazioni che nascono da una strategia di marketing e altre che sembrano avere una logica quasi naturale. È il caso dell’incontro tra MooRER ed Eccentrica, due realtà italiane apparentemente lontane per settore, ma accomunate da una stessa idea di lusso: meno legata all’ostentazione e più alla qualità del progetto, alla ricerca, alla manifattura e alla capacità di trasformare un oggetto in qualcosa destinato a durare.
Da una parte c’è MooRER, brand fondato da Moreno Faccincani e specializzato nell’outerwear e nel ready-to-wear di alta gamma. Dall’altra Eccentrica, realtà fondata da Emanuel Colombini che ha costruito la propria identità attorno al mondo del restomod, reinterpretando una delle automobili più iconiche degli anni Novanta, la Lamborghini Diablo.
Due mondi diversi, dunque, ma una grammatica sorprendentemente simile.
MooRER ed Eccentrica: due modi di interpretare l’eccellenza italiana
Il punto di contatto tra i due brand non è soltanto il posizionamento nel segmento del lusso. È soprattutto una comune cultura del progetto.
MooRER ha costruito il proprio linguaggio attraverso materiali di pregio, costruzione sartoriale, ricerca tecnica e una concezione dell’outerwear in cui funzionalità ed estetica convivono senza bisogno di eccessi.
Eccentrica applica una filosofia analoga all’automobile. Il progetto parte dal patrimonio storico della Lamborghini Diablo per intervenire su tecnologia, ingegneria, materiali e prestazioni, mantenendo riconoscibile l’identità dell’auto originale ma proiettandola nel presente.
È, in entrambi i casi, un lavoro sulla reinterpretazione.
Non si tratta semplicemente di prendere un prodotto esistente e aggiornarlo. Il valore sta nel comprendere ciò che lo ha reso iconico e intervenire su quel patrimonio con strumenti contemporanei.
Ed è proprio questo uno dei temi più interessanti del lusso contemporaneo: la capacità di innovare senza necessariamente rinunciare alla memoria.
Una collaborazione nata prima del progetto
La storia tra MooRER ed Eccentrica presenta inoltre un elemento personale che rende la partnership meno costruita a tavolino.
Emanuel Colombini era infatti già cliente e estimatore di MooRER. Il rapporto con il brand precedeva quindi la collaborazione professionale e si è trasformato successivamente in un progetto condiviso.
È un dettaglio significativo in un momento in cui le collaborazioni tra brand sono diventate uno degli strumenti più utilizzati dalla moda per generare attenzione e contaminazione culturale.
Qui il punto di partenza è diverso: un’affinità personale che diventa affinità progettuale.
Come racconta Colombini, i principi che lo hanno avvicinato a MooRER sono gli stessi che guidano Eccentrica: qualità, ricerca, attenzione ai dettagli e un’idea di lusso non necessariamente spettacolare.
«Trasformare questa affinità in un percorso condiviso è stato un passaggio naturale».
Una frase che sintetizza bene la logica dell’operazione.
Il debutto alla Monterey Car Week 2026
La collaborazione ha debuttato durante la Monterey Car Week, in California, dal 7 al 16 agosto 2026.
Considerata uno degli appuntamenti più importanti per il mondo delle automobili da collezione, Monterey è molto più di una manifestazione dedicata alle auto. È un punto d’incontro internazionale tra collezionismo, design, lusso, cultura automobilistica e lifestyle.
È quindi un contesto particolarmente coerente per presentare il progetto.
Durante la manifestazione, il management e il team di Eccentrica hanno indossato divise firmate MooRER, trasformando l’abbigliamento in un elemento di riconoscibilità del gruppo e, contemporaneamente, in un primo segno tangibile della collaborazione.
La scelta è interessante perché non si limita a una semplice co-branding operation.
L’abbigliamento entra infatti nell’universo dell’automotive come parte dell’esperienza complessiva del brand: non solo ciò che si guida, ma anche ciò che si indossa, come ci si presenta e quale immaginario si costruisce intorno a un oggetto.
Dalla Mille Miglia a Como: il rapporto tra MooRER e automotive
Per MooRER non si tratta, peraltro, di un ingresso improvviso nel mondo dell’automobile.
Il brand ha già sviluppato un rapporto con alcuni degli appuntamenti più rappresentativi della cultura automobilistica, tra cui la Mille Miglia.
La collaborazione con Eccentrica sembra quindi inserirsi in un percorso più ampio: quello di un marchio fashion che dialoga con un universo nel quale ritrova valori molto vicini ai propri, dalla precisione tecnica alla ricerca sui materiali, dalla manifattura alla passione per gli oggetti destinati a essere conservati nel tempo.
Dopo Monterey, il progetto è destinato a proseguire in altri appuntamenti internazionali legati al collezionismo automobilistico e al design, tra cui The I.C.E. St. Moritz e Como Car Week.
Ed è proprio questa continuità a rendere la collaborazione più interessante di una semplice capsule o di un’operazione occasionale.
Moda e automotive: perché il dialogo funziona
Il rapporto tra moda e automobili non è certamente nuovo.
Entrambi i settori lavorano infatti sulla costruzione del desiderio, sulla personalizzazione e sull’identità. Un’automobile da collezione, come un capo di alta gamma, può diventare una dichiarazione di gusto, cultura e appartenenza.
Negli ultimi anni questo territorio comune si è ulteriormente ampliato. I brand della moda collaborano sempre più spesso con realtà legate all’automotive, mentre i marchi automobilistici utilizzano moda, design e lifestyle per costruire mondi narrativi che vanno oltre il prodotto.
La collaborazione MooRER x Eccentrica si inserisce proprio in questo scenario, ma con una particolarità: non punta soltanto sulla notorietà reciproca dei due nomi. Mette al centro una serie di valori condivisi.
Qualità. Ricerca. Artigianalità. Innovazione. Durabilità.
Parole che appartengono tanto al vocabolario della moda quanto a quello dell’automobile da collezione.
Dal prodotto alla cultura del progetto
È forse questo l’aspetto più interessante dell’operazione.
In un mercato del lusso in cui le collaborazioni sono ormai numerosissime, la domanda non è più soltanto con chi collabora un brand?, ma perché questi due mondi hanno qualcosa da dirsi?
Nel caso di MooRER ed Eccentrica, la risposta sembra risiedere nella comune attenzione per il progetto.
Una giacca e una supercar sono oggetti radicalmente diversi, ma possono condividere una stessa filosofia: materiali selezionati, precisione costruttiva, ricerca tecnica, attenzione ai dettagli e volontà di superare la semplice funzione.
È qui che la collaborazione acquista un significato che va oltre il marketing.
La moda non veste semplicemente l’automotive e l’automotive non offre soltanto visibilità alla moda. I due linguaggi si incontrano nella costruzione di un immaginario del lusso contemporaneo, dove il valore di un oggetto dipende anche dalla storia, dalla competenza e dalla cultura che riesce a incorporare.
Un nuovo capitolo del Made in Italy?
C’è infine un elemento che vale la pena osservare.
MooRER ed Eccentrica rappresentano due interpretazioni contemporanee del Made in Italy: una legata alla moda e alla manifattura, l’altra all’ingegneria, al design e alla cultura automobilistica.
Il loro incontro racconta un Made in Italy che non coincide semplicemente con la produzione di oggetti di alta qualità, ma con una capacità più ampia: quella di mettere in relazione competenze diverse e trasformarle in un’esperienza culturale.
Da Monterey a St. Moritz, fino a Como, sarà interessante vedere come questa collaborazione evolverà.
Perché, nel lusso contemporaneo, le partnership più interessanti non sono necessariamente quelle che producono più rumore.
Sono quelle che riescono a costruire una storia credibile tra due mondi che, prima ancora di collaborare, hanno qualcosa in comune da raccontare.
(a cura di Gaiazoe.life)