Secondo il Centro Studi di Up2You, è la gestione operativa a fare davvero la differenza. E solo chi misura e comunica l’impatto potrà conquistare i consumatori più attenti.
Con l’arrivo del Black Friday e l’inizio della corsa ai regali di Natale, si riaccende un interrogativo che interessa milioni di italiani: dal punto di vista ambientale, è più sostenibile comprare online o in negozio?
Una domanda solo in apparenza semplice. Il nuovo studio “La sostenibilità nel settore retail & e-commerce” del Centro Studi Up2You mostra infatti una realtà più sfumata: non esiste un modello di vendita intrinsecamente più sostenibile dell’altro. In entrambi i casi, è il modo in cui vengono gestite operazioni, logistica e servizi a incidere maggiormente sull’impatto.
E-commerce vs retail: nessun verdetto definitivo
L’e-commerce, spesso accusato di avere un’impronta più pesante, può invece risultare più efficiente sotto il profilo ambientale:
- Riduce gli spostamenti individuali per raggiungere i negozi
- Ottimizza la distribuzione dei prodotti
- Può migliorare le emissioni tramite punti di ritiro condivisi
Tuttavia, il packaging continua a essere il nodo critico della filiera digitale, soprattutto in periodi di picco come il Black Friday.
La soluzione ibrida: ordinare online, ritirare localmente
Secondo Up2You, la strategia più promettente è unire il meglio dei due mondi: acquistare online ma ritirare in un punto convenzionato, come locker, edicole o negozi.
Questa scelta:
- fino a 10 volte meno emissioni rispetto allo shopping interamente in negozio
- fino a 3 volte meno rispetto alla consegna a domicilio
Una formula win-win che unisce logistica efficiente, minore impronta di carbonio e maggiore fiducia dei clienti che ritirano vicino casa.
Black Friday: l’impatto dietro gli sconti
In Europa, la settimana del Black Friday genera oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO₂ in più rispetto a una settimana standard. A contribuire sono:
- +30% di traffico urbano delle consegne
- picco di produzione e logistica
- elevato numero di resi, specialmente in moda e tecnologia
Non è solo un tema ambientale. La pressione lungo la filiera può portare a:
- intensificazione dei turni di lavoro per magazzini e corrieri
- sovrapproduzione
- spreco di prodotti invenduti post-evento
Un ecosistema che sta cambiando
La risposta del mercato però sta evolvendo:
- sconti distribuiti su più giorni per ridurre gli overload logistici
- promozione del riuso tramite marketplace come Vinted, Etsy
- comunicazioni orientate alla convenienza responsabile
- sempre più consumatori che scelgono acquisti più selettivi o aderisco al Buy Nothing Day
Il Black Friday sta diventando così un termometro della maturità ESG delle aziende.
I consumatori chiedono trasparenza
“Nella customer experience la sostenibilità non è più un messaggio accessorio ma un criterio di scelta influente”,
afferma Alessandro Broglia, Chief Sustainability Officer di Up2You.
- 67% dei consumatori europei è disposto a pagare di più per prodotti sostenibili
Eppure, nell’analisi di Up2You sulle pagine prodotto di 7 grandi marchi internazionali, emerge un problema evidente: le informazioni sulla sostenibilità sono spesso poco visibili o poco valorizzate.
Un’occasione persa sia per i brand che per i clienti che cercano contenuti verificabili per decidere.
Misurare, migliorare e comunicare: la vera sfida competitiva
“Non è il canale di vendita a determinare la sostenibilità, ma la capacità delle aziende di misurare, migliorare e comunicare con trasparenza”,
evidenzia Broglia.
Per un futuro più responsabile:
- il retail deve investire in efficienza energetica e filiere locali
- l’e-commerce deve puntare su logistica a basse emissioni e gestione consapevole dei resi
Le aziende che sapranno dimostrare con dati i propri progressi non solo risponderanno a un’urgenza etica, ma rafforzeranno reputazione e vantaggio competitivo.