Ballando con le Stelle: lo spettacolo della crudeltà travestito da intrattenimento
Tra Jane Fonda, maratone di ballo e reality tossici: cosa è diventato davvero il sabato sera di Rai 1
Probabilmente le generazioni più giovani non ricordano Non si uccidono così anche i cavalli?, il film cult di Sidney Pollack del 1969 con Jane Fonda, ambientato nell’America della Grande Depressione. La pellicola racconta una maratona di ballo estenuante, giorni senza sosta per conquistare un premio in denaro, dove uomini e donne senza più nulla da perdere si spingono oltre ogni limite fisico e mentale. La protagonista, Gloria Beatty, chiede al partner di ucciderla pur di mettere fine al dolore. Un finale estremo, simbolo di una società che consuma le persone sotto il travestimento dello spettacolo.

Ed è impossibile non pensare a questo film guardando oggi Ballando con le Stelle, che negli ultimi anni sembra aver imboccato una vera e propria involuzione televisiva.
Dal talent show al ring: insulti, umiliazioni e spettacolarizzazione del dolore
Negli ultimi anni, Ballando con le Stelle si è trasformato in un ring patinato del sabato sera: liti tra concorrenti, attacchi personali, umiliazioni pubbliche, tutto normalizzato come parte del format. Non è più solo intrattenimento, ma una vera e propria narrazione tossica della resistenza a ogni costo.
I ballerini devono esibirsi anche quando i corpi gridano stop: costole incrinate, muscoli lesionati, articolazioni bloccate, in un racconto eroico completamente distorto, dove fermarsi equivale a essere un fallito. Il messaggio che passa in prima serata su Rai 1 — servizio pubblico — è pericoloso: soffrire è cool, resistere fino all’autodistruzione è una virtù.
Bambini in pista e passione “forzata”: quando lo spettacolo diventa disturbante
Il racconto della “passione per la danza” raggiunge livelli francamente imbarazzanti quando vengono portati in scena bambini di 6, 8, 10 anni, truccati come adulti, caricati di una sensualità che non appartiene alla loro età. Una dinamica che ricorda fin troppo da vicino il mondo delle baby beauty queen, esposte per intrattenere lo sguardo adulto.
Ma anche gli adulti sono esposti allo sguardo morboso del pubblico da casa: chi si fidanza con chi? Ma lui è sposato o meno? Ma se il ballerino è gay perché deve fingere di avere una storia con la star?
Il tutto sotto lo sguardo di una giuria che spesso non ha reali competenze nella danza, chiamata più a creare momenti virali che giudizi tecnici. Secondo indiscrezioni di qualche anno fa, si parlerebbe di compensi da circa 25 mila euro a puntata per sollevare una paletta: non per valutare arte, ma per alimentare dinamiche televisive.
Barbara D’Urso, Lucarelli e le dinamiche di potere in Rai
Nel grande teatro di Ballando con le Stelle, le storie personali diventano fiction. I rapporti vengono costruiti a tavolino, gli accoppiamenti suggeriti per creare gossip più che verità. Il caso di Barbara D’Urso è emblematico: richiamata in scena come già accaduto a Simona Ventura all’Isola dei Famosi, sembra chiamata a una sorta di processo pubblico permanente. Perché le donne forti, in tv, devono sempre essere punite.
Eppure la D’Urso, con esperienza e intelligenza mediatica, sta giocando la partita migliore possibile: non risponde alle provocazioni di Selvaggia Lucarelli, lasciandola spesso senza bersaglio. Una strategia di silenzio che si rivela la più elegante e destabilizzante.
Secondo i rumors, la promessa di un nuovo programma (Surprise Surprise) sarebbe solo una parte dell’accordo. Il vero obiettivo? Esporre la conduttrice alla gogna, tra nemici vecchi e nuovi, anche interni all’ambiente Rai.
Rossella Erra, Milly Carlucci e il “sistema Ballando”
Anche all’interno del cast non mancano tensioni. La presenza di Rossella Erra, spesso criticata, sarebbe una scelta diretta di Milly Carlucci per bilanciare l’irruenza comunicativa della Lucarelli. Queste ultime, infatti, secondo gli insiders non sarebbero affatto alleate, ma nella macchina televisiva si resta finché si è utili.
E oggi, va detto, se Ballando con le Stelle ha ancora una forte risonanza sui social, lo deve soprattutto alla conflittualità portata in dote dalla Lucarelli. Lo scontro è diventato formato, il giudizio è diventato spettacolo.
Ballando con le Stelle come specchio della società
Alla fine, Ballando con le Stelle è il perfetto specchio della società contemporanea: tutti vestiti bene, truccati a dovere, sorridenti in superficie. Sotto, corpi stanchi, dinamiche di potere, umiliazioni pubbliche, rivalità costruite. Si balla fino allo sfinimento sperando che sia “l’ultimo ballo” a dare un senso a tutto.
Proprio come nel film di Pollack.
Solo che oggi la tragedia non è più consapevole.
Si chiama intrattenimento.
(a cura di Viviana Musumeci, founder di Gaiazoe.life)